A fine aprile hanno raggiunto un traguardo importante: 9 milioni e 14 mila auto ibride prodotte. Tutte Toyota, dal 1997 a oggi. Una storia che ha avuto inizio nel marzo di 19 anni fa, con la presentazione dell'architettura che sarebbe poi finita, a dicembre, sulla prima generazione di Prius. E' il modello globalmente più venduto, con la leadership del mercato nordamericano su quello giapponese: 1 milione e 675 mila Prius contro il milione e 665 mila consegnate sul mercato interno. 

Giappone che traina le vendite, risultando nel 2015 l'area che maggiormente ha apprezzato le varianti green Toyota: 633.200 immatricolazioni. E l'Europa? Da noi va forte Auris Hybrid, 296 mila esemplari contro i 287 mila di Prius e i 230 mila di Yaris ibrida. Il lasso di tempo è sempre quello dal '97 al primo quadrimestre di quest'anno. 

Le prospettive sono di raggiungere i 15 milioni di Toyota ibride nel mondo entro il 2020 e una produzione annua di 1,5 milioni. Già negli ultimi mesi, il dato di produzione è arrivato a 1 milione. Si è giunti a queste cifre grazie a una gamma che globalmente conta 33 modelli, commercializzati in oltre 90 paesi. Gli ultimi tasselli sul mercato, la quarta generazione di Prius, nel 2015, insieme all'ibridizzazione dei minivan Sienta. Poi la Cina, dove Corolla e Levin sono assemblate negli stabilimenti locali, sistema ibrido compreso. 

Tornando alle cifre, quelle che interessano più da vicino il mercato europeo, lo scorso anno Toyota ha chiuso con 201.500 unità vendute, mentre l'inizio di 2016 conta 91.600 veicoli prodotti.