Sarà dalla EV Common Architecture Spirit che arriveranno i modelli elettrici a marchio Toyota e Mazda. Una realtà costituita appositamente dai due costruttori e dal fornitore Denso (di proprietà del gruppo Toyota) collaborazione mirata allo sviluppo di una famiglia di soluzioni elettriche a batteria, diverse per segmento e tipo di carrozzeria. Investimento che vede Toyota azionista di maggioranza, con il 90% delle quote societarie, a fronte di un 5%  in capo a Mazda e un altro 5% di Denso. 

Un gruppo di circa 40 ingegneri, che confluiranno dalle tre aziende, lavorerà intorno all'architettura Toyota New Global Architecture (oggi adottata, ad esempio, sulla nuova Prius), sfrutterà le competenze Mazda sui modelli di calcolo computerizzati e quelle Denso relativamente all'elettronica del veicolo per produrre una ricerca sulle caratteristiche dell'architettura comune che servirà per realizzare nuovi modelli di auto elettriche; la necessità parte dalle richieste normative in diversi mercati, Cina in primis, a imporre la presenza di una certa quota di auto a zero emissioni a batteria nell'offerta commerciale.

La EV Common Architecture Spirit sarà responsabile dello sviluppo e della verifica dei componenti installati sull'architettura comune, nonché dell'analisi dei risultati ottenuti. La differenziazione tra i due marchi arriverà su fronti diversi da quello ingegneristico

L'annuncio della collaborazione Toyota-Mazda-Denso non ha individuato un unico veicolo elettrico da pianificare, piuttosto un'articolata gamma di modelli, che spazieranno dalle microcar ai suv, fino ai mezzi commerciali. Quanto a Toyota, la prima auto interamente elettrica destinata al mercato è attesa nel 2020 e nei mesi scorsi si è prospettata la possibilità che potesse essere il primo modello di serie a dotarsi di un pacco batterie di tipo solido