Assume connotati propri, slegandosi da stilemi riuscitissimi ma inevitabilmente identificativi di Volvo. Polestar approfondisce i contenuti del concept Precept, quello che vuole essere il manifesto del marchio elettrificato, atteso alla prova del mercato con l’elettrica Polestar 2, dopo l’esercizio ibrido plug-in di Polestar 1.

Poi c’è Polestar 3, progetto che scopriremo nel 2021, avrà proporzioni da sport utility, nulla a che vedere con la (bella) berlina Precept, una proposta di grandi dimensioni, visto il passo da 3,10 metri.

O forse no? Il concept è in realtà una fedele indicazione del design in arrivo, su altre proporzioni sì ma stilemi comuni. Sono quelli di superfici sulle quali gli spigoli sviluppano il dinamismo del frontale, le luci dalla firma “a martello di Thor” si sdoppiano in due segmenti separati. È indubbiamente un gran bell’esercizio, da giudicare una volta che si sarà sollevato da terra e trasformato in suv.

Interni vegani

Polestar 3 avrà quindi un design strettamente legato al concept, così come molti altri contenuti, a cominciare dalla ricerca sui materiali. Gli interni ricercano la massima ecosostenibilità, attraverso l’impiego di materiali vegani, compositi ottenuti da fibre di lino in sostituzione di materie plastiche – area di ricerca e sviluppo condotta con BComp –: l’obiettivo raggiunto da Polestar Precept è un abbattimento dell’80% della plastica impiegata nell’abitacolo e un risparmio di peso pari al 50%.

I rivestimenti dei sedili sono realizzati interamente in plastica PET riciclata, i tappetini in Econyl – prodotto da reti da pesca recuperate –, i poggiatesta e le superfici di appoggio in sughero da tappi recuperati dall’industria enologica.

Android alimenta l'infotainment

Contenuti di sostenibilità ambientale che si sposano con l’alta tecnologia, di un sistema operativo Android – infotainment su schermo da 15” - che sarà evoluto rispetto alla specifica di Polestar 2, con il riconoscimento facciale utilizzato dall’auto per regolare i parametri sui valori preferiti dal guidatore, il tracciamento oculare impiegato per modificare la rappresentazioni delle informazioni sul display dietro il volante.

Sono alcuni dei dettami che andranno su Polestar 3. Precept prevede, inoltre, l’integrazione degli Adas con Google Maps, per un incrocio di dati con quanto registrato dai sensori e camere installati al posto della classica calandra, che diventa SmartZone, mentre il Lidar sul tetto è l’hardware pensato per la guida autonoma di livello più avanzato. Questo sì un particolare destinato a restare sfoggio tecnologico da concept.

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