Prosegue anche in questo numero di Auto la mia analisi di come stanno o sono cambiate le città anche con il Coronavirus. Questo mese ho coinvolto per avere una visione più completa del tema Arianna Piva. Arianna è un architetto senior, con un background internazionale sia accademico che professionale: in seguito ai suoi studi in Italia e Danimarca, ha lavorato prima a Parigi per iniziare poi la sua esperienza a Metrogramma nel 2013, prima nella sede di Milano, poi in quella di Mosca come project leader in progettazione architettonica e urbanistica. Attualmente Design Director dello studio, si occupa della supervisione della progettazione e del coordinamento di team multidisciplinari sia internamente allo studio che nelle joint venture di Metrogramma con partner esterni.

Arianna, da architetto ed urbanista, come leggi le polemiche scaturite dalle complicazioni di mobilità - in particolare mi riferisco ad intersezioni poco sicure tra carreggiate auto e bici - che stanno emergendo dopo il cambio di passo di alcune Amministrazioni locali (tra cui Milano ma non solo) che hanno introdotto con decisione ciclabili e percorsi destinati alla mobilità dolce in alcune strade tradizionalmente occupate da automobili private? Per esempio Corso Buenos Aires a Milano. L’urbanistica “tattica”, cioè quella che mette in campo soluzioni nuove da sperimentare, non rischia di provocare per imperfezioni insite, un effetto boomerang vista la grande presenza culturale nel nostro quotidiano contemporaneo di visioni poco inclini ai cambiamenti e alle rinunce?

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Interventi sperimentali

“L’urbanistica tattica è una strategia smart, flessibile ed interattiva che consente di fornire velocemente proposte urbanistiche in risposta alle esigenze della città. Il caso della “pista della discordia” di Corso Buenos Aires, che ha raccolto pareri molto contrastanti, ne è un esempio lampante: l’intervento evidenzia alcune complessità sull’interazione dei flussi, è dunque senz’altro migliorabile nel tempo, ma contemporaneamente registra un’affluenza notevole, circa 8.000 ciclisti al giorno, dimostrando una grande potenzialità nella strategia proposta. Come evitare l’effetto boomerang? È necessario leggere le proposte dell’urbanistica tattica come interventi perfettibili e sperimentali, non definitivi nè calati dall’alto, come azioni urbane aperte al dialogo con tutti gli attori coinvolti, a cui si chiede infatti di testare le stesse soluzioni proposte. Solo così passeremo dalle polemiche al dibattito costruttivo”.

Condivido e rilancio perché sono sempre più convinto che alcune “rivoluzioni”, come quella del riequilibrio tra mondo delle auto, delle bici e degli spazi pubblici dedicati ai pedoni, devono diventare inderogabili e cogenti per il bene nostro e delle nostre sofferenti città.

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