Nell'articolato report "Promises, but no plans", stilato dal gruppo Transport & Environment, si tracciano le promesse delle case automobilistiche sui piani di passaggio all'elettrico e l'allineamento agli obiettivi di zero emissioni nette di Co2 delineati dall'Europa.

Uno studio che poggia sulle previsioni e i dati degli analisti di IHS Markit, che siano sui volumi di vendita nel 2020, sui piani industriali al 2025 e oltre. Ecco, il report riassume la "EV readiness" dei gruppi automobilistici sul mercato europeo. Termine sintetico per dire del livello di prontezza sull'offerta elettrica per ciascun Gruppo. Chi sta messo meglio e perché? Si ragiona su proiezioni, piani annunciati e spesso talmente rivoluzionari da sembrare concretamente irrealizzabili per impatti su grandi volumi.

Tecnologia 

Riassumere in un numero, l'indice della EV Readiness, di un gruppo, spazia dalla valutazione della strategia alle ambizioni sull'auto elettrica. Nel primo caso si considera la capacità produttiva delle batterie, l'impegno sull'infrastruttura di ricarica, la presenza di piattaforme dedicate a modelli d'auto elettriche. Sull'ambizione verso l'elettrico, il polso rilevai dati di vendita 2020, le previsioni di produzione in Europa al 2025 e l'impegno pubblico a dismettere i motori termici nel 2030 per passare all'elettrico puro.

Dal report emerge, ancora, la nota campagna del gruppo Transport & Environment contro auto ibride ed elettriche, considerate "false elettriche".

La produzione

Partendo dai dati reali, da una produzione per l'Europa di 1 milione di auto elettriche nel 2021 si passa a una serie di proiezioni. Questo sono. Nel 2025 si prospetta un volume produttivo di 3,3 milioni di auto elettriche nell'Europa a 27 (25% della produzione totale di auto per il Vecchio Continente), per arrivare a 6,7 milioni nel 2030, un dato che vorrebbe dire poco più di metà della produzione europea con veicoli elettrici a batteria.

Leggi anche - Fine dei motori endotermici nel 2035? Decisione dell'UE il 14 luglio

Fatti, ancora: l'incremento del numero dei modelli disponibili sul mercato, cresciuto da 25 nel 2019 a 75 nel 2021. Si prospetta un 2025 con oltre 175 modelli tra cui poter scegliere.

Volvo e Volkswagen ritenuti i migliori

Ma come performano i vari gruppi automobilistici quando si guarda alla loro "prontezza" sulla sfida elettrica? Il report assegna un valore di 70 a Volvo e Volkswagen. La prima ha annunciato il passaggio al 2030 a una produzione full electric, quanto al Gruppo Volkswagen capitalizza la posizione tecnologica, su produzione delle batterie e disponibilità di architetture dedicate all'elettrico. In negativo, invece, le stime di vendita al 2030: il 60% realizzato con elettriche a batteria per l'intero Gruppo.

Posizioni immediatamente successive per Renault (57), Hyundai-KIA (52) e Ford (47). Fanno parte delle case con ambizioni ma programmi ritenuti non altrettanto solidi. 

Il Gruppo Stellantis - che al 2030 è prospettato insieme a Volkswagen a coprire la metà dei volumi produttivi di auto elettriche in Europa - è giudicato dall'indice con 46, stesso punteggio di Daimler. Sui tedeschi, come su BMW (44) diventa penalizzante una posizione di realismo, ovvero, la prospettiva di continuare con motori ibridi al 2030. Realismo "punito" dall'indice.

Infine, Jaguar-Land Rover (42) e Toyota (35) a chiudere l'elenco. Per il marchio nipponico pesa, allo stesso modo, la visione realistica sull'elettrico e la conferma, appena ribadita, di una strada ancora molto lunga per la completa transizione. Verso la quale continuare con un'offerta solida di full hybrid e plug-in hybrid accanto alle auto elettriche che pure arriveranno.