Citroën Skate, la mobilità di domani è formato skateboard

Citroën Skate, la mobilità di domani è formato skateboard

Citroën ha svelato la propria interpretazione della mobilità di domani, sviluppata nel progetto The Urban Collëctif insieme a importanti partner francesi

di Lorenzo Lucidi

29 settembre

Come sarà la mobilità di domani? Sostenibile, condivisa e in grado di ridurre lo stress della frenetica vita moderna. È questa la visione di Citroën, che oggi ha svelato la sua personale interpretazione dei veicoli autonomi che popoleranno le città nel prossimo futuro. Uno “skateboard” dotato di ruote sferiche, in grado di muoversi a 360 gradi e capace di adattarsi a tutte le esigenze sostenendo su di sé abitacoli diversi. Per trasformare gli spostamenti urbani in attimi in cui trascorrere il tempo rilassandosi, ammirando la città o perfino facendo sport. Grazie anche alle collaborazioni che la Casa francese ha avviato con alcuni importanti partner d'oltralpe, diventati parte del The Urban Collëctif.

Citroën Autonomous Mobility Vision, mobilità formato skateboard

Citroën Autonomous Mobility Vision, mobilità formato skateboard

Citroën ha svelato la sua interpretazione del futuro della mobilità sostenibile e autonoma, in collaborazione con importanti partner francesi

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La mobilità di domani secondo Citroën

Immaginare come saranno i veicoli urbani del futuro è una sfida impegnativa che tutti i principali Costruttori automobilistici stanno affrontando. Citroën, da sempre abituata a presentare soluzioni fuori dal coro, ha interpretato questa sfida a modo suo, svelando un mezzo polifunzionale, elettrificato e autonomo, pensato per il car sharing e capace di cambiare pelle a seconda delle esigenze. Il Citroën Skate, infatti, non è altro che una piattaforma priva di carrozzeria, su cui possono essere installati abitacoli di vario tipo in base all'uso richiesto.

Dotato di quattro ruote sferiche, realizzate ad hoc da Goodyear, lo skate sarà in grado di muoversi in maniera omnidirezionale. Questo, grazie alle dimensioni ridotte (appena 2,6 metri di lunghezza) permetterà spostamenti agili nel territorio cittadino per il quale è pensata. Anche le prestazioni, con 25 km/h di velocità massima, sono pensate per un uso prettamente urbano. Assente ogni tipo di controllo da parte dell'essere umano: la guida sarà infatti completamente autonoma, garantita da un avanzato sistema di radar, lidar e altri sensori.

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Una base, tanti usi

Il Citroën Skate fungerà da base, su cui verranno poi posizionati quelli che la Casa del Double Chevron definisce “pods”. Ovvero piccoli abitacoli sviluppati secondo criteri molto diversi in base al tipo di servizio richiesto dal passeggero/utente: dalla cabina vetrata che permette di visitare i centri urbani, all'area relax, passando per l'abitacolo dotato di attrezzi ginnici per fare sport durante il viaggio e, nel contempo, ricaricare le batterie sfruttando l'energia prodotta. Fondamentale, nella fase di sviluppo dei pods, la rete di partnership avviata da Citroën per questo progetto. In particolare Accor, importante società del settore dell'ospitalità, e JCDecaux, soecializzata in marketing e adbvertising. Queste due aziende, insieme alla stessa Casa francese, vanno a far parte di The Urban Collëctif, autore di questo originale progetto.

In particolare, il collettivo ha finora presentato tre pods. Il primo è stato realizzato con la catena alberghiera Accor: denominato “Sofitel En Voyage”, è stato pensato come navetta confortevole e lussuosa per trasportare gli ospiti degli hotel. “Pullman Power Fitness” è invece una piccola palestra viaggiante, dotata di vogatore e cyclette, con vetri oscurati e la possibilità di avere un sottofondo musicale per l'allenamento. Infine “JCDecaux City Provider”, pensato per un uso collettivo, ha 5 posti e materiali più resistenti, per poter essere sfruttato come piccolo mezzo pubblico.

La famiglia Citroën Skate andrà a costituire, nei piani della Casa, la flotta multifunzionale per i futuri servizi di sharing, e andranno a percorrere corsie dedicate. Oltre al modo di spostarsi, quindi, sarà necessario ripensare anche le città. Con l'obiettivo di combattere, oltre l'inquinamento, il rumore e il traffico, anche lo stress.

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