Dazi auto elettriche, Saic chiede un confronto con l'Europa

Il gruppo cinese, di proprietà statale, sottolinea come nell'imposizione dei dazi (al 37,7%+10%) non siano state valutate correttamente le informazioni indicate da Saic durante l'indagine UE

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 5 luglio 2024, 18:00

Il 4 luglio sono entrati in vigore i dazi compensativi e provvisori dell'Unione Europea sulle auto elettriche prodotte in Cina. Dazi variabili tra i costruttori la cui produzione in Cina è esportata in Europa, dazi che si aggiungono al 10% già in vigore finora.

Se la posizione attuale di diverse case, sul fronte dei prezzi di listino e della possibilità che subiscano rialzi, è improntata al "nulla cambierà", diversa potrebbe essere la prospettiva nei prossimi mesi. 

Dazi provvisori, da novembre la soglia definitiva

Da novembre la UE dovrà fissare i dazi permanenti, che sostituiranno il provvedimento di carattere provvisorio entrato in vigore a luglio. 

Ecco, con quella data in mente, si registrano le prime prese di posizione nel senso di un confronto tra costruttori e Commissione europea. Saic, gruppo che annovera un marchio come MG (qui trovi i modelli sul mercato dell'usato) - buon protagonista delle vendite in Europa e in Italia, soprattutto con auto termiche e ibride - chiederà un'audizione alla Commissione europea.

Saic subisce più di tutti l'imposizione dei dazi, fissati al 37,6%, oltre il 10% di default per tutte le produzioni auto extra-europee. Per dare la misura della zavorra decisa dalla UE, in virtù del grado di collaborazione ricevuto durante l'indagine, basti pensare che Byd subisce dazi nella misura del 17,4%, Tesla e Nio del 20,8%.

"La Commissione europea ha tralasciato alcune informazioni e controdeduzioni sottoposte da Saic durante l'indagine", spiegano i vertici del gruppo cinese, controllato dal governo di Pechino. La possibilità di audizione è prevista dalla regolamentazione dell'imposizione dei dazi e sarà possibile per le parti destinatarie del provvedimento avanzare commenti entro il 18 luglio.

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