Volkswagen si prepara ad un balzo tecnologico importante. Lo ha comunicato il numero uno del gruppo, ovvero il Martin Winterkorn, Chairman of the Board of Management (CEO), all'International Motor Symposium di Vienna.

VW crede fermamente nella lunga strada che dovranno fare assieme motori termici classici e quelli alternativi e per questo ha anticipato una serie novità. Che riguarderanno i cavalli di battaglia della Casa, ovvero i turbodiesel TDI e i cambi a doppia frizione DSG, ma pure la tecnologia ibrida plug-in e il gas naturale, il metano (CNG). L'obiettivo, annunciato da tempo, è quello di portare a 95 g/km la media di emissioni di anidride carbonica dell'intera gamma entro il 2020.

La prima news riguarda l'evoluzione del TDI (acronimo di Turbocharged Direct Injection) che arriverà a erogare una potenza di 100 kW/litro, ovvero 136 cavalli per litro. Tanto per capirci l'attuale 2.0 TDI passerebbe da 170 (150 o 184) cv a 272. Il tutto grazie a iniettori capaci di sopportare 3.000 bar e di novità al turbo, che Winterkorm ha definito e-booster. Il tutto per un miglioramento anche dei  consumi (grazie anche alla riduzione nel peso dei modelli) che porterebbe un risparmio di carburante del 45% rispetto ai motori del 2000. Arriverà anche un cambio DSG doppia frizione a 10 marce, che promette di rendere eccezionale l'efficienza dei propulsori.

Parallelamente si espanderà la gamma delle auto, di ogni segmento, a metano, che dopo Touran, Passat, up! e Caddy nei prossimi mesi proporrà la Golf TGI e altri modelli, dell'intero gruppo (come Audi A3 e Seat Leon). Stesso dispiegamento di forze per l'ibrido plug-in (già mostrato su Panamera e A3) che arriverà al cuore della gamma, sempre del gruppo – ovvero dalla Golf alla Passat, dall'Audi A6 alla Porsche Cayenne – perché considerata la sinergia più futuribile, in grado di consentire autonomia, economia di carburante e una percorrenza esclusivamente elettrica di 50 km. Sempre secondo il pensiero di Winterkorm.

Francesco Forni