Alfa Romeo TCT, il video del cambio doppia frizione

Come funziona il doppia frizione "dry" sulle auto del Biscione
Alfa Romeo TCT, il video del cambio doppia frizione

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 30 aprile 2015, 13:04

  Alfa Romeo TCT: ecco il video che racconta come funziona il cambio a doppia frizione, disponibile su MiTo (1.4 QV da 170 cv), Giulietta (1.4 170 cv e 1.750 QV 240 cv) e ovviamente le sportivissime 4C e 4C Spider.

Si tratta una trasmissione automatica con doppia frizione a secco, dotata di 6 marce.  Il suo funzionamento interagisce con lo sterzo, i comandi di freno e acceleratore, il selettore Alfa DNA, il sistema Start&Stop, l’ABS, il motore e l’inclinometro (rilevatore di pendenza per innesto Hill Holder e disinnesto Start&Stop alla sua attivazione). Inoltre, appartenente ad una moderna famiglia di cambi a 6 marce (C635), la nuova trasmissione “Alfa TCT” vanta ben 23 brevetti già pubblici divisibili in 3 aree: controllo cambio, meccanica cambio e attuatore cambio.

Il TCT è sviluppato e prodotto da FPT (Fiat Powertrain Technologies) nella sosrabzacomposto da due cambi in parallelo, ognuno con la sua frizione, che consente la selezione e l'innesto della marcia successiva mentre quella precedente è ancora innestata. Il cambio marcia viene quindi effettuato con un semplice scambio graduale delle corrispondenti frizioni garantendo la continuità di erogazione di coppia e, quindi, di trazione. Con  la possibilità di selezionare tra modalità manuale o automatica. Alfa Romeo dichiara, grazie anche all’adozione del sistema “Start&Stop”, fino al 10% di consumi in meno rispetto ad un cambio automatico idraulico tradizionale con convertitore di coppia.

Il TCT  ha una doppia frizione a secco “Dry”, che rispetto a quelle in bagno d’olio (“Wet”) dissipa energia soltanto durante la fase di slittamento nel cambio marcia e nello spunto, mentre le frizioni “Wet”, girando sempre in bagno d’olio, introducono perdite per attrito viscoso come quelle dei cambi automatici convenzionali anche quando non sono azionate. In più necessitano di raffreddamento forzato con olio e quindi di un continuo dispendio energetico per il trascinamento della pompa d’olio dedicata. Ovvero un "Wet" necessita di circa 4,8 litri di olio cambio in più rispetto al “Dry”, sempre per motivi di raffreddamento delle frizioni (in questo modo si aggiunge peso ed aumentano le perdite per sbattimento). Tutti questi effetti sommandosi fanno sì che un cambio “Dry” sia circa 6% più efficiente che il corrispondente “Wet” in termini di consumi. Non ultimo, tra i vantaggi della frizione “Dry” ci sono anche minori costi e maggiore facilità di installazione.

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