Il freddo è nemico dell'efficienza delle batterie. Per incrementare le prestazioni, ridurre le dimensioni e conservare costi che possono considerarsi pressoché allineati a quelle di batterie agli ioni di litio tradizionali, dei ricercatori della Penn State University hanno creato una struttura in grado di fare a meno sia di additivi che di sistemi per il riscaldamento della batteria esterni alla stessa. L'hanno ribattezzata All Climate Battery Cell e promette di dare il meglio alle temperature più rigide, alle quali le soluzioni attuali soffrono maggiormente: «Le batterie convenzionali soffrono di gravi perdite di potenza, che portano a una lenta ricarica con clima freddo, riduzioni nell'autonomia di marcia dei veicoli, restrizioni sul fronte del recupero dell'energia in frenata, fino al 40%. Questi problemi richiedono l'adozione di pacchi batterie più grandi e costosi per compensare la riduzione energetica dettata dal freddo. Non vogliamo che le auto elettriche perdano fino al 40-50% della loro autonomia, come riportato dall'American Automobile Association», spiegano nell'illustrare la tecnologia, pubblicata sulla rivista Nature. Ok, ma come funziona? La All Climate Battery utilizza un foglio di nichel spesso 50 micron e collegato a un'estremità al polo negativo e all'altro a un terzo terminale, esterno alla cella. Un sensore di temperatura attiva un interruttore, che permette il passaggio degli elettroni attraverso il foglio di nichel, questo consente di riscaldare in fretta la lastra e a sua volta l'interno della batteria, che quando torna a una temperatura di 0° C vede gli elettroni "by-passare" il foglio di nichel, materiale scelto per il suo basso costo. I ricercatori hanno verificato come bastino 20" per passare da una temperatura di -20° C a 0° C, con un consumo della capacità complessiva del pacco batterie pari al 3.8%, il tutto a fronte di un costo maggiore dello 0.04% (irrilevante) e un peso superiore dell'1,5%. Fabiano Polimeni