Gli specchietti retrovisori? Rischiano di diventare un pezzo da museo, per come li conosciamo oggi. Specchi veri e propri, superfici riflettenti (troppo spesso ignorate dagli automobilisti) fondamentali per la sicurezza in marcia. L'evoluzione alle porte? La sostituzione con schermi all'interno dell'abitacolo, posizionati là dove  abitualmente l'occhio andrebbe a cercare per controllare la presenza di veicoli alle proprie spalle.

Una delle tante barriere da superare è legata all'adeguamento delle normative nazionali. Le concept car da salone possono permettersi il lusso di una soluzione hi-tech, la telecamera al posto dello specchietto, con le immagini trasmesse all'interno, semplicemente perché non sono destinate a circolare su strada. Libero sfogo anche ai designer, svincolati da limiti. 

Un primo passo verso la trasformazione in realtà di una prospettiva finora apprezzata sulle show-car lo ha compiuto il Giappone, dove è stata introdotta una modifica al codice della strada, proprio per permettere questo passo in avanti alla tecnologia. L’ente per i trasporti giapponese, in realtà, ha solamente recepito le linee guida del World Forum for Harmonization of Vehicle Regulations, il meeting organizzato dalla Commissione Economica per l’Europa dove si scrivono le linee guida per le novità tecniche per le automobili. Ma non è tutto, perché, secondo Automotive News, gli Stati Uniti faranno altrettanto, aprendo un nuovo mercato per tutti i componentisti che si occupano di specchi retrovisori.  Così, oltre ad avere linee più pulite, le auto e i guidatori del prossimo futuro potranno contare su immagini di qualità superiore, con un angolo di visione maggiore e senza rischi di abbagliamento.