L'impegno di FCA nella ricerca sulla guida autonoma entra nel vivo, grazie alla partnership con Google. Alcuni mesi fa, infatti, era stata annunciata l’attivazione di una flotta di centro Chrysler Pacifica nella sede di Mountain View da equipaggiare con i sistemi più avanzati sviluppati da “Big G”. E in questi giorni sono arrivate le prime sei auto come ha riportato un blog specializzato. Questi modelli vanno ad affiancarsi alle ventiquattro Lexus RX450h e ai trentaquattro prototipi marchiati Google, con l’obiettivo di accumulare chilometri di esperienza in quattro aree urbane: quella del quartier generale Google, a cui si aggiungono Austin, Kirkland e Phoenix.

Il modello utilizzato è una Chrysler Pacifica plug-in hybrid, cioè l’auto che nel gennaio scorso ha raccolto la storica tradizione della Grand Voyager. La versione in questione con il powertrain elettrificato è disponibile sul mercato in alternativa a quella classica con il motore 3.6 V6 da 287 CV con il cambio automatico a 9 marce. Propulsore a parte – la cui scelta va imputata all’impianto elettrico più capace di questa versione - i veicoli impegnati nel progetto con Google presentano un netto passo in avanti rispetto alla Lexus quanto all’invasività delle telecamere, dei radar e dei sensori montati sul tetto e sul paraurti anteriore.

Al di là della ricerca puramente tecnologica, questa partnership riguarda un aspetto altrettanto importante, cioè quello dell’accumulo di esperienza su strada o in altre parole di chilometri percorsi. Questo perché i software che supportano la guida autonoma hanno necessità di apprendere, di catalogare e di confrontarsi con più situazioni differenti possibili, al fine di sapere che cosa fare in ogni frangente. Tanto per fare un esempio, le auto Google finora hanno percorso circa 2 milioni di miglia in 7 anni, mentre tutte le Tesla dotate di Autopilot ne hanno messe insieme 222 milioni solo negli ultimi 12 mesi, anche se con guida solo parzialmente autonoma.