Con i ridotti margini di sviluppo presenti sulla fascia dell'elettronica di consumo, il piano di crescita nei prossimi anni per Panasonic passa dal consolidamento e dallo sviluppo della fornitura delle società partner, campo automobilistico in primis. Il marchio è legato a Tesla, per la quale realizza le batterie di Model S, Model X e Model 3, ma c'è di più, come l'investimento da 1.6 miliardi di dollari sulla Gigafactory, che complessivamente ha richiesto un impegno di 5 miliardi a Tesla. 

Se, questo, è lo stato delle cose nei rapporti tra giapponesi e marchio americano, in futuro la cooperazione potrebbe estendersi anche alla guida autonoma, area sulla quale l'amministratore delegato Kazuhiro Tsuga non esclude margini di collaborazione. In particolare Panasonic potrebbe contribuire allo sviluppo del sistema Autopilot del futuro attraverso la fornitura di sensori CMOS ad altissima sensibilità, capaci di catturare le immagini in movimento con elevata nitidezza e senza distorsioni. 

Attualmente, l'ultimo sviluppo dell'Autopilot Tesla utilizza otto telecamere, un radar, un sensore a ultrasuoni e un'unità di elaborazione delle immagini. «Siamo profondamente interessati nel sistema di guida autonoma di Tesla e speriamo di poter ampliare la nostra collaborazione sviluppando congiuntamente dei dispositivi per questa tecnologia, come i sensori», le parole di Tsuga. Sensori a parte, il know-how di Panasonic potrebbe essere impiegato anche per la realizzazione di schermi all'interno dell'auto, dispositivi HUD - al CES ha presentato un prototipo con visione a 360 gradi integrata - e soluzioni per la navigazione.