Sogni mostruosamente proibiti: un asfalto sempre perfetto. In Olanda c'è chi, il dipartimento di Micromeccanica sperimentale della Delft University, si è impegnato nello sviluppo di un fondo stradale in grado in qualche modo di "auto-ripararsi". Grazie all'inserimento di fibre composte da fili d'acciaio nel tappeto superficiale è possibile trasferire un elevato calore attraverso un dispositivo esterno, tale portare alla dilatazione delle fibre e il sigillo delle fratture nella fase iniziale.

Pur richiedendo un intervento esterno, sotto forma di una macchina che genera un forte calore, i benefici sono evidenti rispetto alle classiche operazioni di manutenzione stradale (quando effettuata): niente più scrostamento del tappeto e posa di un nuovo strato superficiale. Il rovescio della medaglia è composto dal maggior costo realizzativo di un tale asfalto, calcolato nel 25% extra, a fronte, però, di una vita media doppia.

In Olanda la sperimentazione continua su 12 tratti aperti al traffico e i benefici evidenti della tecnologia, posata nel 2010, saranno osservabili a partire da quest'anno, considerata la buona tenuta delle classiche metologie di realizzazione del composto su un lasso di tempo fino a 7-10 anni.

La frontiera successiva alla quale guarda la ricerca interessa lo sfruttamento delle fibre in acciaio quale elemento conduttore di elettricità, da trasferire per la ricarica wireless delle auto elettriche. In corrispondenza dei semafori verrà integrata la tecnologia necessaria per trasformare le fibre in piattaforme di ricarica, ovviamente la quota di energia trasmessa sarà minima, in virtù del poco tempo di sosta. Si tratta di prospettive visionarie.

PlasticRoad per dire addio all'asfalto

Altro processo di auto-riparazione viene studiato in applicazione al calcestruzzo e, nella visione del professor Schlangen, applicata all'infrastruttura viaria, potrebbe portare benefici se utilizzato per la realizzazione dei ponti. Nel composto di calcestruzzo classico viene aggiunto un batterio in grado di produrre carbonato di calcio e sigillare le microfratture. I vincoli legislativi in Europa sulla composizione del calcestruzzo, tuttavia, limitano le possibilità di una sperimentazione, maggior interesse sulla ricerca è stato espresso, invece, in Cina, Giappone e Corea.