Lamborghini e MIT brevettano i supercondensatori del futuro

Lamborghini e MIT brevettano i supercondensatori del futuro

La ricerca condotta dal Dipartimento di Chimica, su materiali di sintesi destinati agli elettrodi dei supercondensatori, consente l'incremento della densità energetica rispetto alla tecnologia impiegata su Lamborghini Siàn

6 novembre 2019

Un ibrido snello, leggero e dal rapporto peso potenza 1:1. Lamborghini Siàn e l’adozione dei supercondensatori hanno dimostrato una via alternativa all’impiego delle batterie “classiche”.

Altre applicazioni, certo. Ibridi supersportivi molto diversi per l'apporto di cavalleria (34 cv in 34 kg, su Siàn), tant’è che per il futuro di Lamborghini Aventador si percorrerà una strada che guarda a un ibrido plug-in e il ricorso a un pacco batterie anziché la tecnologia dei supercondensatori.

Nuovi materiali e raddoppio energetico

Il campo di ricerca, tuttavia, è vivo e dalla collaborazione tra Lamborghini e il MIT, avviata nel 2017, si è arrivati a depositare un brevetto che apre nuove opportunità future.

Lamborghini Sian al Salone di Francoforte, FOTO

Lamborghini Sian al Salone di Francoforte, FOTO

La prima ibrida stradale di Lamborghini debutta in anteprima mondiale a Francoforte. La combinazione ibrido-termico consente alla Sian di sprigionare una potenza di 819 cavalli, dei quali sono 785 erogati dal motore V12. La velocità massima ? 350 km/h con accelerazione da 0-100 in meno di 3 secondi

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La collaborazione tra Dipartimento di Chimica e Dipartimento di Concept Develpment Lamborghini, la frontiera dello sviluppo guarda a nuove strutture, in grado di aumentare, fino a raddoppiare, la densità energetica offerta dai supercondensatori.

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La chiave è nelle strutture molecolari di tipo MOF – Metal Organic Framework. Semplificando, si tratta di sviluppare elettrodi per supercondensatori ad alte prestazioni, ottenuti dall’incremento della superficie esposta a cariche elettriche, in rapporto a massa e volume della struttura.

Le strutture ottenute si caratterizzano per avere ben il 90% di spazio “vuoto” nel proprio volume, “spazio” da sfruttare per immagazzinare, nel caso dei supercondensatori, cariche elettriche.

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“La ricerca congiunta con il MIT incarna pienamente i nostri valori e la nostra vocazione ad anticipare il futuro. Un futuro in cui l’ibridizzazione è sempre più auspicabile e inevitabilmente necessaria, ha spiegato Stefano Domenicali, presidente e a.d. di Automobili Lamborghini.

Forme versatili per le batterie

Un fronte di ricerca diverso dalla chimica dei supercondensatori è sviluppato dal secondo laboratorio, che vede Lamborghini e il Dipartimento di Ingegneria Meccanica del MIT impegnati su nuove strutture per batterie. L’obiettivo è la realizzazione di una versatilità geometrica tale da legarsi con l’integrità strutturale e alte capacità di accumulo, rispetto alle tecnologie attualmente in uso per la produzione di pacchi batterie.

Si lavora a principi progettuali e materiali nuovi, dove l’industria della produzione in serie è attualmente alla frontiera dei moduli realizzati con celle spesso del tipo a sacchetto.

Partnership Lamborghini-MIT che vede la casa del Toro aderire al MIT-Italy Program e ha offerto a due studentesse dell’Institute of Technology di lavorare in Lamborghini su materiali compositi e modelli matematici per la composizione dei supercondensatori. Programma che si svilupperà anche nel 2020.

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