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Maserati 4CL e 4CLT: la storia

Maserati 4CL e 4CLT: la storia

Ottant’anni fa la Casa del Tridente progettava la monoposto che dominò le competizioni per la classe voiturette alla fine degli anni Trenta, guidata da alcuni grandi piloti come Ascari, Villoresi, Parnell

di Redazione

8 maggio 2019

Riuscire a competere con l’Alfa 158 o le vetture inglesi ERA, è la missione che gli ingegneri Maserati si mettono in testa di poter raggiungere. Così dalla base del telaio della 6CM, l’ultima monoposto uscita dalle fabbriche nel ’36 - con telaio convenzionale per l’epoca, con due longheroni a coprire tutta la macchina – e dal nuovo motore, a quattro cilindi, con quattro valvole per ognuno di essi, nasce un propulsore da 30-50 bhp (cavallo vapore britannico = dai 30,4161 ai 50,6935 cavalli) in più, rispetto al precedente sei cilindri in linea . La 4CL risulta inoltre con una carreggiata più larga di 5 cm della 6CM, ma più ribassata e con più componenti in alluminio rispetto al modello che va a sostituire.

Al debutto nelle corse dedicate alle classe voiturette (le antenate dell’odierna Formula 2), la strategia Maserati viene ripagata sin da subito. A Tripoli, nel Gran Premio libico del 1939, Gigi Villoresi conquista la pole position con la versione aerodinamica della 4CL. La prima vittoria arriva due Gran Premi dopo, a Napoli: alla guida c'è John Peter Wakefield, che poi replica due volte in Francia, al GP di Picardie e Albi.

Altre soddisfazioni arrivano nel dopoguerra. A bordo della 4CL vincono piloti del calibro di Tazio Nuvolari, Giorgio Pelassa e il francese Raymond Sommer. È quella del 1947 la stagione più vincente, dove i piloti Maserati vincono 10 corse, nonostante l'agguerrita Alfa Romeo con la 158 rivisitata e la nuova Tipo 308.

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