Alcuni numeri, relativi ai volumi di vendita sul mercato europeo, aiutano a capire quella che può essere un dilemma per Renault e gli investimenti futuri su progetti storici.

Nel 2019, Renault Zoe – tra le auto elettriche più vendute in Europa, la più venduta lo scorso febbraio – ha totalizzato 45 mila esemplari, risultato che sul 2020 e prima dell'esplosione del coronavirus dava indizi di forte crescita, al passaggio generazionale dell’utilitaria a batterie: in gennaio, da 3.600 unità del 2019 alle 9.500 di quest’anno, in febbraio da 3.000 a 6.400.

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Un lungo orizzonte

Renault Megane, invece, registra una contrazione costante delle vendite, passata dai 167 mila esemplari del 2017 ai 138 mila del 2018, fino ai 129 mila venduti in Europa nel 2019. Un calo proseguito nei primi due mesi dell’anno.

Il “dilemma”, analizzato da Laurens van den Acker - responsabile del design del Gruppo - in un’intervista ad AutoExpress, riguarda le risorse da destinare a un futuro progetto di nuova Megane. La gamma della berlina compatta ha presentato il restyling nei mesi scorsi e ha ancora davanti un lungo orizzonte sull’attuale ciclo vitale. L’interrogativo, perciò, si pone in prospettiva, su un medio termine ancora distante ma da programmare, visti i circa 3 anni che corrono tra avvio della ricerca e debutto sul mercato.

Megane sotto pressione dell'elettrico

“Inevitabilmente, una volta che avremo iniziato ad aggiungere una gamma di auto elettriche alla nostra offerta, alcuni degli altri veicoli dovranno andare perché non possiamo sostenere lo sviluppo di tutto nello stesso momento.

La Megane è in un segmento che è sempre più sotto pressione, devi posizionare i soldi là dove sarà il futuro del mercato”, le parole di van den Acker. Ed è bene ricordare come i soldi, specie post-coronavirus, saranno pochi.

Slegando la visione sul medio periodo da quella che è l’attualità, a partire dalla crisi dei prezzi del petrolio – a mettere a sua volta pressione sulla convenienza economica dell’elettrico nell’immediato –, Renault ha in programma l’ampliamento dell’offerta elettrica.

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Si partirà una citycar a batterie, particolarmente aggressiva sul prezzo, per proseguire con l’introduzione di un suv compatto derivato dall’interessantissima Renault Morphoz Concept, attesa nel volgere di un paio di anni su strada. Ovviamente, non avrà le soluzioni modulari, la trasformazione fisica degli ingombri.

I volumi di un suv compatto elettrico

Da qui, un interrogativo: puntare forte sui suv elettrici – saranno sempre più crossover, secondo van den Acker, dall’altezza a metà strada tra berlina e suv, con una luce da terra comunque marcata (che fa gioco anche all’installazione del pacco batterie) – può compensare in termini di volumi le pur ridotte vendite del classico segmento C?

Resta anche da valutare una soluzione che potrebbe non essere del tutto fuori dal segno, come l'estensione del ciclo vitale di un modello con aggiornamenti di dettaglio, più restyling quindi, in grado di convivere con risorse spostate maggiormente sull'elettrico.

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