Il massimo livello di artigianalità unito a nuovi metodi di produzione automobilistica. Potremmo sintetizzare così il significato storico di Alfa Romeo 6C 2500 Villa d'Este, senza naturalmente dimenticare la sua caratteristica più celebrata e importante, ossia l'aver saputo incarnare il concetto di eleganza a quatttro ruote. Del resto, non tutte le auto riescono ad aggiudicarsi "ad honorem" il nome stesso di uno dei più prestigiosi concorsi d'eleganza al mondo.

LA FIGURA DELL'ING. GOBBATO

La storia della 6C 2500 parte da un decennio prima, dal 1939, anno d'inizio della sua produzione. Viene costruita alla fabbrica del Portello, che è già sotto le direttive dell'ingegner Ugo Gobbato. Figura fondamentale nella storia del Biscione, quella dell'ingegnere trevigiano. La sua esperienza industriale pregressa e i suoi studi, infatti, gli consente di ridefinire l'apparato Alfa. Gobbato è un classico uomo d'officina: scende in reparto, parla con i suoi uomini, coltiva la sinergia umana con gli operai. E poi riorganizza il sistema industriale del Marchio, dando idee nuove e regole moderne, stabilendo gerarchie ed elargendo i giusti compensi. In mezzo, la tradizione artigianale Alfa non sparisce, anzi, si alimenta della nuova filosofia, con effetti più che positivi.

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BERLINETTA DI SUCCESSO

In questo contesto nasce la 6C 2500, diretta evoluzione delle 6C2300 e 2300B. La berlinetta mostra importanti novità tecniche, come le sospensioni posteriori a barre di torsione con ammortizzatori telescopici e i freni non più meccanici ma idraulici. Le prestazioni diventano più brillanti: i livelli di potenza salgono fino ai 110 CV della versione Super Sport, in grado di spingersi fino a 170 km/h. L’auto debutta nelle corse vincendo la Tobruk-Tripoli del 1939 con una carrozzeria “ad ala spessa”, che integra i paraurti nella scocca. E i risultati sportivi trascinano le vendite: 159 unità acquistate, numeri ottimi se consideriamo il prezzo, che va dalle 62.000 alle 96.000 lire dell'epoca.

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LA CABRIOLET PININFARINA

Dopo una difficoltosa ripartenza dovuta al dopoguerra, nel 1946 spunta la versione cabriolet, super raffinata e disegnata da Pininfarina, che all'epoca è ancora Battista "Pinin" Farina. Il successo della vettura, e delle altre versioni che la seguiranno, è dettato anche da un particolare episodio. La cabriolet infatti doveva essere presentata al Salone di Parigi, ma l'Italia venne esclusa in quanto Paese sconfitto in guerra. "Pinin" Farina rispose allora piazzando le sue opere prima davanti al Gran Palais e poi alla Place de l'Opéra.

LA VOGLIONO TUTTI

La 6C 2500 divenne presto l'auto dei vip e persino dei principi regnanti. Da Tyrone Power a Ranieri III di Monaco, passando per Rita Hayworth e il re Farouk d'Egitto, tanti aristocratici si misero al volante della berlinetta Alfa. Che nel 1949 raggiunse l'apice, presentandosi nella versione SS Coupé carrozzata da Touring al Concorso d'Eleganza di Cernobbio, vincendo il primo premio, la Coppa d'Oro, e conquistando per sempre il nome della manifestazione. Il giusto merito, per un capolavoro dell'arte automobilistica del XX secolo.

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