L'Europa delle immatricolazioni auto torna a soffrire. Con la seconda ondata dei contagi da coronavirus e i conseguenti lockdown attuati in molti paesi del Vecchio Continente, il mercato delle quattro ruote inevitabilmente accusa il calo delle vendite. Nel mese di ottobre il segno meno fa da padrone con solo 1.129,223 veicoli registrati e un calo del 7,1% rispetto allo stesso mese del 2019.

I dati dell'ACEA, Associazione Costruttori Europei, evidenzia come nei primi dieci mesi del 2020 siano state vendute un totale di 9.696.928 auto, con un -27,3% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. Dati preoccupanti ma prevedibili vista la pandemia in corso e gli aiuti dei vari governi europei non del tutto sanificatori. 

Buon senso e malgoverno

In Italia previsioni catastrofiche

Se in Italia ad ottobre la flessione registrata è stata di un debole -0,2%, per effetto della spinta degli incentivi auto, dei 31 mercati nazionali dll'UE solo quattro sono in crescita e si tratta di mercati piccoli o piccolissimi: Norvegia (+23,6%), Romania (+17,6%), Islanda (+12%) e Irlanda (+5,4%).

Situazione che invece peggiora se si guarda l'analisi del Centro Studi Promotor effettuata solo nello Stivale nei primi dieci mesi del 2020. Il dato è in rosso fuoco: -30,9% sui veicoli immatricolati rispetto al 2019. Urge correre ai ripari per il presidente Gian Primo Quagliano: "Le previsioni per l'ultimo scorcio del 2020 e per il 2021 non possono essere che catastrofiche. E' quindi essenziale che dal Parlamento venga la proposta di un pacchetto per l'auto da inserire nella Legge di Bilancio e che sia adeguato all'importanza del comparto che vale il 12% del Pil".

"Tra i cinque maggiori paesi dell'Europa Occidentale - spiega il CSP - soltanto la Spagna fa peggio dell'Italia (-36,8%), mentre il calo del Regno Unito è quasi uguale a quello italiano (-31%) e migliori sono invece le situazioni di Francia (-26,9%) e di Germania (-23,4%). E' facile prevedere che il ritorno del virus determinerà nuovi crolli a partire da novembre, temperati, ma solo in parte, nei paesi con sistemi di incentivazione efficace e con stanziamenti adeguati".
   

FCA in risalita col +3,2% con Jeep e Fiat

L'unica nota positiva arriva da FCA. Nel mese di ottobre FCA ha venduto in Europa Occidentale (Ue più Efta più Regno Unito) 70.172 auto, ovvero il 3,2% in più dello stesso mese del 2019 con la quota sale dal 5,6% al 6,2%. Nei dieci mesi il gruppo ha immatricolato 560.202 vetture, pari a una flessione del 30,8% con la quota che passa dal 6,1% al 5,8%. Nel mese di ottobre Fiat Chrysler Automobiles è cresciuta in Italia col +12,5% in un mercato che perde lo 0,2%, ma anche in Germania dove segna un +12,8% mentre il mercato perde complessivamente il 3,6%.

Una bella spinta data soprattutto dai risultati di Jeep e Fiat. La prima immatricola quasi 12.300 vetture, con una crescita del 6,7%, e raggiunge una quota dell'1,1%, +0,2 punti percentuali rispetto a ottobre 2019. Mentre la seconda nel mese registra quasi 49.500 vetture (+5,5%) e ottiene una quota del 4,4% (+0,5%). Terzo posto per Lancia che conta più di 4.700 immatricolazioni, registra una quota dello 0,4%, e quarto gradino per Alfa Romeo con oltre 3.400 e una quota dello 0,3%.

Nuova Fiat 500 elettrica: tutti i prezzi, con incentivi e rottamazione

Continuano le ottime performance della Panda e della Fiat 500, che continuano a dominare il segmento A, quello che ha perso di più a causa della pandemia, con le vendite in calo del 39,4% nel progressivo annuo, rispetto al -27,3% complessivo. Grazie anche alle nuove versioni ibride, i due modelli Fiat ottengono ottimi risultati in Europa, confermandosi le più vendute della categoria. Con oltre 19.400 immatricolazioni (+31,5%) la Panda ottiene una quota del 23,1% (+6,9%), mentre sono circa 14.000 le registrazioni di 500 (+5,4%) pari al 16,6% di quota (+2,1%). Crescono anche le Jeep Compass e Renegade 4xe ibride plug-in che stanno aumentando velocemente i loro volumi di vendita a pochi mesi dal lancio.