La scelta di non aver rifinanziato i fondi degli incentivi riservati alla fascia di Co2 che include i modelli con i volumi di vendita maggiori, ha prodotto il primo effetto. Secondo quanto dichiarato dal Ministero dei Trasporti, nel mese di ottobre sono state immatricolate 156.978 vetture, tutto sommato in linea con le vendite dello scorso anno, seppur con una leggerissima flessione dello 0,2%.

Non è un bel segnale, perché la battuta d’arresto arriva dopo il risultato positivo di settembre e aggrava una situazione critica: negli ultimi 10 mesi, sono state registrate il 31% in meno delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

In pratica i numeri certificano che, finita la spinta del contributo statale lì dove è più incisivo, il mercato è tornato a fermarsi. Le stime dell’UNRAE parlano di un probabile calo del 27% a fine anno (rispetto al 2019), una situazione drammatica che potrebbe aggravarsi se dovesse verificarsi l’ipotesi di un nuovo lockdown e che solo un nuovo intervento dello Stato, strutturale e non palliativo, potrebbe evitare.

“Le previsioni per fine anno – ha dichiarato il presidente UNRAE Michele Crisci – proiettano un livello di immatricolazioni che dovrebbe attestarsi probabilmente al di sotto di 1.400.000 unità, in calo di oltre il 27% rispetto al 2019, una riduzione drammatica che ha un solo precedente nella storia moderna. Senza contare poi un eventuale e possibile nuovo lockdown generalizzato che peggiorerebbe ulteriormente la già pesante situazione. È indispensabile che nella prossima Legge di Bilancio, attualmente in fase di elaborazione, il Governo tenga conto di questa realtà, dando seguito a quanto dichiarato nelle scorse settimane di stanziare altri 400 milioni in aggiunta all'ecobonus. Non deve essere poi trascurato il fatto che ogni euro destinato al rinnovo del parco auto non è un regalo al settore ma piuttosto un investimento, che finora ha dato frutti positivi: sia in termini ambientali, con la rottamazione dei veicoli più inquinanti, sia come ritorno per le casse dello Stato in termini di gettito fiscale superiore allo stanziamento dedicato. Non trascurando, inoltre, che una ripresa del settore automotive comporterebbe anche minori aggravi sulla previdenza sociale”.

Le vendite per settore

Gli incentivi funzionano, l’andamento del mese di ottobre lo dimostra, solo vanno potenziati. Lo stimolo, infatti, ha spinto i privati in concessionaria con un +11,4% di acquisti da parte di privati registrato rispetto allo scorso anno. Dove non hanno fatto breccia, proprio perché provvedimento non fatto in prospettiva e inserito in una riforma normativa più ampia del settore, è nella quota di mercato dedicata a società e aziende, che pagano leggi e tasse diverse rispetto ai loro competitori europei pagando così in termini di vantaggi competitivi. Archiviano un calo del 30,6% dovuto a una frenata delle autoimmatricolazioni (-38%) e la quota di mercato scende così nel mese al 14,4% (-6,2 punti). Nel cumulato, il calo dei volumi si attesta a -45%. Tornano in negativo le immatricolazioni del noleggio, che perdono il 4,8% dei volumi (al 17,9% di quota), per una flessione del 7,1% di quello a lungo termine, mentre il breve termine sorride e segna un +19,1%. Nei primi 10 mesi la flessione è del 37,5%, con il breve termine che perde oltre la metà dei volumi.

Italiani più green

Gli incentivi hanno indirizzato gli italiani verso scelte green, infatti ibride, plug-in ed elettriche continuano a far registrare volumi di crescita positivi, che salgono rispettivamente al 24,7% di quota (+17,3 punti), al 2,3% (dallo 0,5% di un anno fa), all’1,8% del totale, triplicando la quota di mercato.

Di contro nel mese di ottobre mostra una riduzione del 31,5% per il benzina, che perde ben 14,3 punti, fermandosi al 31,5% di quota, a ridosso del 30,8% di quota del Diesel che perde 5 punti di rappresentatività, per una flessione delle immatricolazioni del 14,6%. Il metano perde il 45% fermandosi all’1,6% di quota, mentre crescono le vendite del Gpl, al 7,3% del totale mercato.

L'ambiente ringrazia

Lo ha detto Crisci, lo ribadiamo qui. Abbiamo il parco auto circolante più vecchio d’Europa, realizzare un piano per sostituire i modelli più vecchi e inquinanti con auto più efficienti può solo generare effetti positivi.

E infatti, nel mese di ottobre le emissioni di CO2 calano: -9,8% a 105,3 g/Km rispetto ai 116,7 di ottobre 2019. Nel cumulato gennaio-ottobre la CO2 si attesta a 110 g/Km (-7,8%).