Lancia Augusta, la prima auto della storia dotata di monoscocca

Lancia Augusta, la prima auto della storia dotata di monoscocca

Prodotta dal 1933 al 1936, figlia delle necessità economiche post crollo di Wall Street, la 4 porte torinese ha rivoluzionato per sempre il mondo dell'automobile

di Redazione

11 agosto 2021

C'è la volontà di innovare, di tener fede alla tradizione del marchio, di stupire la clientela; e poi c'è la realtà dei fatti, con cui bisogna necessariamente fare i conti, cambiando totalmente lo scenario e i piani industriali. Una situazione che Lancia sperimenta per la prima volta all'inizio degli anni Trenta, scossi dal crollo della Borsa di Wall Street del 1929.

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La Casa torinese deve sostituite la Lambda, e punta su una berlina di grosse dimensioni e con un motore più grande. La recessione economica si fa però sentire, e soprattutto, molte delle innovazioni tecniche previste per la nuova auto - che avrebbero avuto decisamente più mercato all'estero - devono essere ripensate quasi esclusivamente per la clientela italiana. E cosa vuole la borghesia del nostro Paese all'inizio degli anni '30? Un'utilitaria comfortevole, dove tutta la famiglia trovasse spazio, ma prestazionale e non banale. Insomma, una macchina per tutti i giorni, ma di lusso. E, nonostante fosse una Lancia, dai costi di acquisto e manutenzione contenuti. Sta per nascere la Augusta, la berlina che rivoluzionerà il mondo automobilistico.

Lancia Augusta

Lancia Augusta

La berlina 4 porte torinese è la prima auto di sempre ad essere dotata di monoscocca e la prima del marchio a venire costruita in catena di montaggio. Prodotta dal 1933 al 1936, ha affascinato piloti sportivi del calibro di Tazio Nuvolari e Achille Varzi

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COME VENNE REALIZZATA LA MONOSCOCCA

L'Augusta non è solo il primo modello Lancia della storia costruito in catena di montaggio, ma anche la prima auto di sempre ad essere dotata di monoscocca. La Lambda era stata la prima macchina di serie ad avere una struttura autoportante, ma la sua scocca era saldata sottostante con fori di alleggerimento e di rinforzo dove poi veniva applicato il rivestimento di lamiera esterna. L'Augusta invece fu costruita stampando le varie lamiere esterne e dopo averle messe in dima saldandole assieme in unica struttura indeformabile, come le auto moderne.

Il suo pianale consisteva in una piattaforma d'acciaio con scatolati laterali, rinforzato mediante una crociera a "X", al quale poi veniva saldata la struttura superiore della carrozzeria autoportante; quest'ultima non aveva alcun telaio interno. La scocca dell'Augusta era priva anche del montante centrale tra le portiere, o meglio, non ne aveva bisogno in quanto rigidissima, e quindi nonostante le ridotte dimensioni vantava un ampio spazio all'interno.

LE ALTRE NOVITÀ TECNICHE

Lancia Augusta non era ovviamente solo questo. C'erano anche altre innovazioni: come il suo motore con cilindri a V stretto - 35 cv di potenza -, la sospensione anteriore a ruote indipendenti con molloni elicoidali racchiusi in foderi verticali e con ammortizzatori idraulici incorporati, le sospensioni posteriori che non necessitavano di frequenti lubrificazioni, la ruota libera inseribile o disinseribile dal posto di guida, la trasmissione con albero e giunti flessibili Hardy al posto del cardano.

LA PREDILETTA DI TAZIO NUVOLARI

La 4 porte stupisce tutti già al momento della presentazione al Salone di Parigi del 1932, in cui viene chiamata Belna, nome scelto esclusivamente per il mercato francese. In Italia si vocifera potesse essere chiamata Vespa. In realtà, siamo in pieno periodo fascista, e alla fine il nome scelto è Augusta, decisamente più consono al costume dell'epoca.

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Viene prodotta in poco più di 14mila esemplari dal 1933 al 1936. Tra i suoi proprietari famosi, anche autentici miti dell'automobilismo sportivo come Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Luigi Fagioli e Louis Chiron. Nuvolari si impegnò addirittura a venderne parecchi esemplari nella sua concessionaria Lancia di Mantova. Furono in tanti, infatti, a capire la portata rivoluzionaria della prima auto di sempre con la monoscocca.

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