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Stellantis, la crisi dei chip ferma l'impianto Sevel

Stellantis, la crisi dei chip ferma l'impianto Sevel

Le difficoltà di approvvigionamento proseguono per l'intera industria dell'auto. Anche l'impianto della Valle di Sangro, dove nascono i veicoli commerciali Stellantis, costretto a fermarsi

30 agosto

Tra le difficoltà generalizzate dell'industria, dovute alla carenza dell'approvvigionamento di microchip, tocca all'impianto Sevel di Val di Sangro, proprietà del Gruppo Stellantis, andare verso lo stop della produzione.

La crisi del comparto è destinata a protrarsi fino al 2022, secondo le previsioni prodotte nelle scorse settimane da Carlos Tavares e, più recentemente, dal fornitore giapponese Rohm. 

"Posso confermare che la produzione a Sevel sarà sospesa a causa di una carenza di chip da un fornitore", le parole diffuse da Stellantis, dopo che la notizia era stata anticipata da fonti sindacali, a prospettare difficoltà nella produzione e conseguenti stop anche per altri impianti italiani, oltre Pomigliano e lo stabilimento Sevel, responsabile della produzione della gamma di veicoli commerciali, per un volume annuo di circa 1.200 unità.

Ritardi negli ordini fino al 2023

In uno scenario più ampio, di sforzi dei produttori di microchip per far fronte alla crisi nata già nell'ultimo trimestre del 2020, i giapponesi di Rohm, fornitori di Toyota, Honda e Ford, tra gli altri, fanno il punto.

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"Tutti gli impianti produttivi operano a piena capacità dal settembre dello scorso anno, gli ordinativi dei clienti però sono enormi. Non credo che riusciremo a soddisfare tutti gli ordini arretrati il prossimo anno", le parole dell'a.d. Matsumoto riportate dall'agenzia di stampa Reuters.

Gli analisti: industria farà scorte

Creare una sorta di indipendenza dai fornitori, sulla materia specifica dei microchip, richiede tempo e investimenti (leggi lo stanziamento UE-Mise da 1,7 miliardi). Tempo per approntare strutture ad altissimo tasso tecnologico, oltre quello necessario ad acquisire le materie prime necessarie alla produzione dei chip, vero collo di bottiglia nella produzione, individuato dagli analisti.

Un allentamento della crisi è prospettato nel 2023, in un calo della domanda che potrebbe essere supportato dalla creazione di scorte di microchip, a seguito della crisi superata. Un fattore non contemplato nella produzione automobilistica, co-responsabile della crisi in atto.

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