GTS, ossia Gran Turismo Sport. Si tratta di un acronimo che la Porsche impiegò per primo con la 904 Carrera del 1963. E che è stato rispolverato nel 2010 in occasione del lancio dell’omonima versione della 911. Da allora la 911 Carrera GTS è tornata in pianta stabile nel ventaglio delle offerte della gamma come coupé e Cabriolet a 2 e 4 ruote motrici oltre che come Targa a trazione integrale.

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911, il giusto sta nel mezzo

Concepite comunque per un uso stradale, le 911 GTS si piazzano tra le Carrera S e le Turbo S. La versione si riconosce facilmente per la presenza delle ruote con un unico dado centrale di fissaggio e per le numerose finiture in nero degli esterni. Sono neri, tra l’altro, spoiler anteriore e diffusore posteriore, prese d’aria, cornici dei finestrini e anche ruote in lega originali, comunque sostituibili con altre. Il motore, da parte sua, ha una potenza salita a 480 cavalli dai 450 della Carrera S, con un aumento della coppia massima da 550 a 570 Nm.

L’assetto è stato ribassato di 10 mm e i freni ereditati dalle 911 Turbo. Anche a bordo predomina il nero, con sedili sportivi specifici e inserti in Race-Tex, una specie di Alcantara, in tutti i punti di contatto con guidatore e passeggero anteriore. Ossia piano di seduta, schienale, corona del volante e leva del cambio manuale, che si può avere a 7 marce in alternativa al PDK a 8 marce con comandi al volante. Il sistema di infotainment è quello dell’ultima generazione, il PCM 6.0 con molte novità anche di personalizzazione delle schermate e, finalmente, il collegamento ai telefoni anche con Android Auto. Tra le possibilità inedite c’è quella di poter parcheggiare l’auto anche da fuori con l’ausilio del telefono.

Come va su strada

Alla guida, la nuova 911 GTS si conferma un cavallo di razza, che abbiamo potuto assaggiare anche sul circuito del nuovo Porsche Experience Center in Franciacorta. La versione a due ruote motrici dovrebbe essere la più redditizia anche per via del peso inferiore ma, almeno con i controlli di stabilità inseriti, è la 4S a scaricare meglio la potenza e rendere di più su un tracciato dove la trazione conta moltissimo. Il motore turbo di 3 litri è generoso ed elastico, con una spinta impressionante oltre i 3500/4000 giri. Permette di accelerare da 0 a 100 km/h in 3”4 con la due ruote motrici e in 3”3 con la 4S. Con la prima un provvidenziale sottosterzo in entrata di curva al limite avverte del raggiungimento di quest’ultimo e del conseguente passaggio al sovrasterzo, che può essere ampio e divertente una volta disinserito il controllo di stabilità. Chi non si accontenta può chiedere in opzione anche le ruote posteriori sterzanti, i freni in carboceramica e una versione alleggerita Lightweight che fa risparmiare 25 kg.