M come Motorsport, M come Misano: non è un caso - o forse sì - che BMW abbia scelto uno dei circuiti più belli, emozionanti e tecnici del mondo per presentare sul territorio nazionale le sue nuove belve caratterizzate dalla lettera più veloce dell’alfabeto, le BMW M3 e la M4.

L’occasione che BMW Italia ha organizzato per la presentazione nazionale delle nuove M3 e M4 è di quelle da leccarsi i baffi: una pista fra le più blasonate al mondo, due delle auto più potenti ed emozionanti attualmente in produzione, il supporto tecnico del personale della BMW Driving Experience guidata dall’ex F1 Siegfried Stohr e la possibilità di scatenare questi due bolidi senza alcun limite.

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Le due BMW M scendono in pista

Ad aspettarci nella corsia box del celebre circuito dedicato a Marco Simoncelli c’erano entrambe le ultime due belve firmate BMW Motorsport, sia la M3 (di cui trovatela prova completa in edicola questo mese) che la nuova M4, entrambe in configurazione Competition, ovvero con 510 cv, 650 Nm di coppia, cambio automatico a sei rapporti (con convertitore di coppia) e trazione posteriore, purtroppo non abbiamo avuto modo di mettere le mani né sulle versioni con cambio manuale (depotenziate a 480 cv e 550 Nm) né su quelle con la trazione integrale xDrive, in arrivo nei prossimi mesi.

Entrambe mosse dal noto S58 6 cilindri in linea biturbo, le due vetture promettono prestazioni e divertimento a tutto spiano grazie non solo alla potenza bruta del loro compartimento meccanico ma anche - e sopratutto - grazie ad una dotazione elettronica di grande rilievo. In maniera del tutto simile a quanto possibile fare con le auto da corsa, sulle nuove M3 e M4 ci si può cucire addosso l’auto andando a modificare quasi tutti i parametri coinvolti nella guida, tra cui la risposta dello sterzo e dei freni, la taratura delle sospensioni, il livello di intervento sia del controllo di stabilità che del controllo di trazione, quest’ultimo regolabile su 10 diversi livelli di intervento, per avere sotto al piede la configurazione ideale a seconda di quella che potrebbe essere la condizione della strada o, in pista, modificando l’assetto e la risposta dell’auto curva per curva. Il primo impatto con tutte queste regolazioni è un po’ disarmante, ci sono una moltitudine di combinazioni e impostazioni diverse ma, una volta presa la mano con tutta questa tecnologia e un approccio un po’ troppo da smanettoni, è veramente possibile cucirsi l’auto addosso dando vita ad un’auto… da videogioco.

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Le differenze tra le due M

Entrambe caratterizzate dal nuovo - e discusso - frontale, le due nuove belve firmate BMW Motorsport non fanno nulla per nascondere la loro indole: passaruota allargati in maniera smodata (specialmente sulla M3), prese d’aria spalancate, nervature profonde, sfacciataggine che sprizza da ogni dettaglio: riprendendo proprio la storia del marchio bavarese, vedendole affiancate ferme in pit lane in attesa di scatenarsi in pista, queste due auto ricordano un vecchio Focke-Wulf FW-190, il losco caccia tedesco mosso, per l’appunto, da un possente 24 cilindri a doppia stella prodotto da BMW.

Tanto diverse fuori quanto uguali all’interno, l’abitacolo delle nuove M3 e M4 è un tripudio di dettagli squisitamente racing: il logo ///M è onnipresente, ogni singolo dettaglio di queste due nuove belve urla il loro nobile retaggio, su tutti gli splendidi sedili da corsa con guscio in fibra di carbonio (materiale leggero per antonomasia, il cui utilizzo però è vanificato dalla presenza motori della regolazione elettrica), due vere sculture dalle quali è veramente difficile separarsi, sia per comodità che per ergonomia d’uso nella guida, anche quella più spinta. La quantità di dettagli in cui perdersi è al limite dell’infinito ma la pista chiama, meglio lasciarsi sedurre dal tasto rosso dell’accensione per riportare in vita il sei in linea e iniziare a muovere i primi metri.

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BMW M3 e M4, divertenti ed efficaci

Borbottanti, rigide e reattive, sia la M3 che la M4 ci mettono veramente poco a far capire di che pasta sono fatte: appena fuori dalla corsia box di Misano, affondando il gas si viene investiti da un’impetuosa onda di potenza, accompagnata dalle soavi tonalità dei sei cilindri di Monaco, un latrato sordo e metallico, appena soffocato dalla presenza dei due turbocompressori e anzi pronto a vociare dai quattro terminali di scarico. Snocciolando le marce una dietro l’altra utilizzando le splendide levette dietro al volante solidali alla corona - quest’ultima un po’ troppo spessa e dal diametro abbondante - sia la M4 (provata con un treno di Michelin Pilot Sport 2) che la M3 (dotata invece di un treno di Pirelli P-Zero Nero) allungano con cattiveria, raggiungendo in fretta velocità degne dell’asfalto he BMW ci ha permesso di calpestare. Passato il breve rettilineo di Misano si arriva con parecchia velocità alla variante del parco, in staccata l’auto rimane composta e precisa anche frenando con cattiveria: chiunque abbia girato a Misano sa quanto queste curve in sequenza siano insidiose, ad ogni modo sia con la M3 che con la M4 si ha il totale controllo della situazione; tornando sul gas, tenendo l’elettronica attiva ma leggermente “aperta”, si riescono a pennellare le prime tre infide curve di Misano con precisione, con la vettura che non spreca un solo pizzico di grip e anzi trasmette tutte le informazioni necessarie per guidare in maniera efficace.

Divertenti ma efficaci, sono proprio queste le caratteristiche che contraddistinguono queste due potenti vetture, due auto nate sì per divertire ma che, grazie proprio alla loro imponente dote elettronica, riescono anche a diventare auto con cui andare all’attacco del cronometro. Equilibrate nei tratti più lenti e tecnici, dove le due nuove bombe di Monaco di Baviera tirano fuori gli artigli è nel tratto di pista che va dalla curva del Tramonto fino al Carro, una sezione di Misano particolarmente complicata, specialmente nel difficilissimo “Curvone”, una curva a destra da affrontare “in pieno”, fidandosi della vettura, delle gomme e di se stessi: una curva ostica, nella quale le due nuove perle di Monaco di Baviera hanno messo in mostra tutte le loro doti telaistiche, offrendoci la possibilità di affrontare la curva ad alta velocità, nonostante l’asfalto viscido della pioggia e l’ampia via di fuga pronta ad accoglierci.

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Sportive con due volti

Emozionanti, veloci e divertenti, dove le nuove M3 e M4 ci hanno colpito è nella loro capacità di trasformarsi completamente curva dopo curva: “giocando” con le impostazioni dei singoli parametri è infatti possibile cambiare radicalmente faccia alle due vetture, facendole passare da comode e veloci gran turismo a vetture da track day pronte a sbriciolare il cronometro, da grintosi incrociatori da viaggio, a belve feroci pronte a polverizzare le gomme posteriori assistiti dalle modalità dedicate al drifting, con tanto di computer di bordo pronto a dare una valutazione alle proprie sgommate.

Due vere purosangue, più elegante la M4, più “maschia” la M3 (della quale in futuro arriverà la versione touring), due perle nell’attuale panorama automobilistico il cui unico vero difetto è il prezzo di acquisto (e, in Italia, di gestione, vedi superbollo): per la M3 infatti sono necessari 100.400 €, 101.000 € invece per la M4, entrambe sfacciatamente già disponibili nei concessionari.