Car of The Year 2022, le finaliste: Cupra Born

Car of The Year 2022, le finaliste: Cupra Born

Alla scoperta della nuova full electric Cupra: la Born, una compatta con carattere sportivo, finiture eleganti e un vivace motore posteriore da 204 cv. Scatta forte ma l'autonomia non è elevatissima

di Alberto Sabbatini

22 febbraio

Born to Run è la canzone che negli anni Settanta ha lanciato Bruce Springsteen nel firmamento mondiale del rock ed era un inno alla velocità, alla libertà e all'evasione dal quotidiano concessa dall'automobile. Ma nel caso della Cupra, il nome Born non c'entra nulla con Springsteen, anche se quest'auto elettrica nasce con quell'immagine veloce e sportiva che si ritrova un po' nelle parole della canzone del Boss. Questa compatta vettura elettrica si chiama Born perché come tutte le Cupra è battezzata col nome di una località spagnola. El Born è un quartiere di Barcellona vivace, artistico e un po' bohemien. Lo spirito particolare di El Born si riflette nel carattere di questa Cupra full electric che si distingue per un design davvero originale e sportiveggiante.

L'elettrica spagnola è un veicolo del Gruppo Volkswagen realizzato sulla base del pianale elettrico MEB, infatti è costruita non in Spagna ma in Germania, a Zwickau, e utilizza molti componenti delle altre auto elettrice del Gruppo VW, in primis la Volkswagen ID.3 di cui la Born è cugina stretta. I design di Cupra hanno fatto il possibile per differenziare la Born dalla ID.3 darle una personalità originale; la Born vuol essere una piccola e agile GTI elettrica, diversa dalla ID.3 che invece è più auto da famiglia. L'operazione è ben riuscita, specie esternamente. La Born ha un frontale schiacciato e aggressivo che di fronte ricorda vagamente il muso di uno squalo. Fari full Led, il logo Cupra nel tipico color rame, tinta che contraddistingue tutte le finiture interne ed esterne.

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Cupra Born, la prova della sportiva elettrica

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Cupra Born, carattere sportivo

La prima Cupra Born venduta in Italia è la versione intermedia con batteria da 58 kWh, che costa 38.900 euro senza incentivi. Non c'è dubbio che esteticamente la Born sia davvero originale; si fa ammirare e il tentativo di differenziarsi dalla ID.3 pare ben riuscito. Anche se giocoforza le dimensioni sono quasi analoghe: la Born è lunga 4,32 metri, 6 cm più della ID.3, è larga uguale, il passo è identico (2.766 mm) però è più bassa (1,54 m) di un centimetro.

L'aspetto complessivo è filante e dinamico; l'auto sembra più poggiata per terra e questo rafforza l'idea di avere una piccola GTI elettrica davanti. Per differenziarsi ancora dalla VW i progettisti della Born hanno esasperato la sportività dell'auto con alcune scelte tecniche efficaci. La Born ha ruote di maggior diametro (20”) e soprattutto un assetto ribassato – 15 mm davanti e 20 mm dietro – rispetto a quello standard delle auto basate sul pianale MEB. Certe cose però sono comuni alle altre elettriche del Gruppo e non si possono cambiare: come il motore elettrico a magneti sincroni da 204 cavalli , le batteria da 58 kWh e soprattutto i freni posteriori a tamburo.

Il resto della prova è in edicola sul numero 3 di Auto, oppure qui in edizione digitale.

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