Paolo Scudieri è il presidente dell’Anfia, l’associazione che raggruppa la filiera automobilistica italiana. È convinto che l’automobile possa dare un beneficio alla ripartenza sotto due fronti: alleggerendo la mobilità pubblica e risollevando l’economia.

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Ma vano fatte azioni decise. "I sondaggi e le prime rilevazioni relative all’appena iniziata fase 2 testimoniano un’effettiva maggiore propensione dei cittadini all’utilizzo della mobilità privata. Governo e amministrazioni si trovano a fronteggiare il momento delicato della ripartenza, che porta con sé radicali cambiamenti nei modelli di comportamento e nelle abitudini. Io credo che le varie forme di mobilità privata possano convivere nel rispetto delle scelte e delle esigenze dei cittadini che, senza dubbio, continueranno a fare uso dell’automobile per tutta una serie di spostamenti, riconoscendo in essa un fattore di sicurezza nel periodo di convivenza con il virus. Agevolare e rendere più fluida la mobilità a motore nelle aree urbane è nell’interesse di tutti gli utenti della strada e sono convinto che anche gli attori istituzionali lavoreranno in questa direzione – anche perché l’auto ha un ruolo centrale nella nostra economia magari potenziando forme e servizi di mobilità sempre più customizzati e on demand e soluzioni intermodali".

Ecobonus 2020

C’è qualche aiuto per la filiera dell’auto che non è mai stato preso in considerazione nelle discussioni delle ultime settimane?

"Abbiamo presentato una serie di emendamenti al Decreto Liquidità per introdurre ulteriori misure a garanzia della liquidità e dell’accesso al credito da parte delle imprese, nonché misure di natura fiscale. Manca ancora un intervento per stimolare la domanda di autoveicoli necessario non solo per far ripartire il mercato, ma anche riavviare la produzione, incrementando l’utilizzo della capacità produttiva lungo tutta la filiera, con effetti positivi anche sulla tenuta dell’occupazione. Noi puntiamo ad un rafforzamento dell’ecobonus, sia in termini di plafond, sia con l’introduzione di una nuova fascia di autovetture beneficiarie dell’incentivo, quelle con emissioni di CO2da61a95g/km".

Automotive Lab a giugno

Quale tipo di abitudine perderanno secondo lei gli automobilisti italiani dopo la vicenda del Covid-19?
"Gli automobilisti diventeranno più consapevoli dei propri diritti di scelta tra le varie forme di mobilità già disponibili sul mercato e dei loro diritti come utenti della strada: per esempio, avere infrastrutture adeguate alla domanda e rispondenti all’evoluzione in chiave ambientale e digitale della mobilità stessa".

Il perché della nostra iniziativa