Quale sarà la priorità per i prossimi mesi del 2020? Smaltire a tutti i costi le scorte di auto invendute nei concessionari anche a prezzo di sconti fortissimi, oppure salvaguardare e privilegiare i lanci dei nuovi modelli che erano previsti in primavera e che dovranno slittare di qualche mese?

La priorità sarà ovviamente quella di consegnare i veicoli ai clienti che aspettano la loro vettura da due mesi, poi quella di assicurare il lancio dei nuovi modelli, specialmente quelli con il nuovo sistema ibrido E-Tech che arriva in una prima fase su Clio e Captur, poi a fine anno su Megane. Per quanto riguarda le vetture in stock, venderle rapidamente darà un boost al mercato nel primo mese di ripartenza.

La delusione del mondo Automotive

Al netto delle priorità, perché per il Governo l’auto non sembra essere importante nonostante tutto quello che significa per il Paese?

Se non abbiamo ancora una risposta non vuol dire che l’auto non sia importante per il Governo. Tutti realizzano l’importanza di questo settore, a livello indotto e forza di lavoro. Basta guardare nel resto dell’Europa per vedere che non siamo i soli a non avere ancora una politica di sostegno ufficiale per la ripresa del mercato auto. Le proposte sono sul tavolo, speriamo siano approvate rapidamente.

Se lo Stato le chiedesse di scegliere un unico tipo di incentivo tra quelli proposti da UNRAE o un altro che non è inserito, però molto sostanzioso per il settore dell’auto, verso quale direzione lo indirizzerebbe?

Per risollevare il mercato non basta una sola misura; il danno è grosso e per dare un “boost” ci vuole una cura forte. Ma se dovessi scegliere, opterei per la rottamazione perché tocca una più grande fetta di mercato, essendo trasversale. Permette di ridurre il vecchio parco circolante - inquinante per vendere tecnologie più avanzate, migliorare l’ambiente e far ripartire il mercato.

Secondo lei alla luce dei due mesi di lock down, il limite dei 95 g di CO2 diventerà  anacronistico e si ridiscuteranno nuove misure a scalare per i prossimi 5 anni oppure pensa che le autorità europee da questo orecchio non ci sentiranno proprio?

Se il mercato scende, la percentuale di elettrico/ibrido rimarrà la stessa; saranno vendute meno vetture ma con la stessa percentuale. Ma per fare questo ci vogliono politiche proattive per aiutare le Case costruttrici a mantenere questo mix. Non possiamo parlare di mobilità elettrica senza infrastruttura, senza “incentivi clienti” in questo momento. Renault è impegnata con l’elettrico da 10 anni, quest’anno lanciamo il sistema ibrido E-tech ma abbiamo bisogno di una maggior infrastruttura sul territorio e di una politica che favorisca tutti gli attori coinvolti in questo cambiamento.

Come ampliare la base dell'ecobonus

Quanto tempo ci vorrà per assorbire il danno prodotto dal Covid-19 e tornare ai volumi del 2019 e come cambierà il mondo dell’automotive dopo questa lunga emergenza?

Difficile dirlo. Quello che sappiamo è che l’acquisto dell’auto oggi non è più una priorità. Il mercato è stato drasticamente ridotto; ha colpito tutti i canali di vendita, in misura diversa. Dipenderà molto da come si riprenderanno i vari canali; per esempio mi preoccupa il mercato del noleggio a breve termine molto impattato dal calo del turismo.