Auto storiche, secondo ASI il futuro è nei biocarburanti

Auto storiche, secondo ASI il futuro è nei biocarburanti

Secondo l'Automotoclub Storico Italiano, utilizzare carburanti di origine organiza è la soluzione migliore per rendere sostenibili le vetture classiche

di Redazione

27 novembre

Quello della sostenibilità ambientale delle auto d'epoca è un tema che negli ultimi mesi è salito spesso alla ribalta. Le vetture d'epoca infatti sono state protagoniste di un lungo braccio di ferro tra amministrazioni e associazioni di appassionati, in merito alla possibilità o meno di circolare nelle aree urbane. Scontro che, almeno a Torino e Roma, si è risolto in favore dei possessori di auto d'epoca, autorizzati alla circolazione in quanto le loro vetture sono in numero estramamente ridotto e vengono usate raramente, di conseguenza contribuendo in maniera solo marginale all'inquinamento. C'è però chi sta lavorando per ridurre questa impronta ambientale che le storiche comunque producono. Come? Alimentando le vetture con biocarburanti.

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Carburanti bio ma con le caratteristiche della benzina

In occasione dell'ultima edizione di Milano AutoClassica, ASI ha voluto dimostrare come anche le vetture storiche possano essere utilizzate in maniera sostenibile. Alla fiera lombarda, sono infatti stati portati alcuni veicoli alimentati con biocarburanti realizzati specificatamente per modelli d'epoca dalla britannica Coryton. Il Sustain Classic, questo il nome del carburante, ha un numero di ottano superiore a 98 e un contenuto di bioetanolo inferiore all'1%.

La sua produzione avviene dal processo di fissazione biologica del carbonio. In altre parole, il biocarburante è frutto di alcune reazione chimiche a partire materia organica di risulta (scarti di industrie agroalimentari, rifiuti organici urbani, residui di legna o ramaglie). Il risultato è un carburante con caratteristiche analoghe a quelle della benzina di origine fossile ma con emissioni inferiori.

“Prosegue il nostro percorso virtuoso verso il futuro del settore – ha spiegato Alberto Scuro, Presidente ASI – Abbiamo già dimostrato, numeri ufficiali alla mano, che i veicoli di interesse storico e collezionistico certificati in Italia hanno un’influenza residuale sulle emissioni e per fare ancora di più abbiamo avviato studi approfonditi sui carburanti alternativi: sono già realtà e possono essere utilizzati anche sui motori più datati. Il futuro è già qui, noi vogliamo farne parte perché i veicoli storici non sono un problema ma una ricchezza per il sistema Paese e devono poter continuare a circolare”.

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