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MINI al Salone di Monaco 2025: l’elettrico è (quasi) totale

Luca Talotta
Pubblicato il 23 agosto 2025, 09:38
Al Salone di Monaco 2025, MINI si presenta con un messaggio forte e chiaro: il futuro è 100% elettrico. Il brand britannico, parte del Gruppo BMW, ha portato in anteprima tutta la nuova gamma a zero emissioni, mostrando per la prima volta al grande pubblico europeo le nuove Cooper Electric, Aceman e Countryman Electric.
La MINI Cooper Electric è la protagonista assoluta dello stand. La nuova generazione della citycar mantiene le dimensioni compatte (poco più di 3,8 metri) ma sfoggia un design più pulito, minimalista e hi-tech. Il frontale è dominato da una nuova firma luminosa LED, mentre il posteriore è stato completamente ridisegnato con fari triangolari e nuove grafiche digitali.
Dentro, la rivoluzione è totale. Sparisce il cruscotto tradizionale: tutto si comanda dallo schermo OLED rotondo centrale da 9,4”, sospeso a centro plancia, e da un head-up display a parabrezza. Zero plastica lucida, tanti materiali riciclati, tessuti innovativi e atmosfera “British lounge”.
Ma è sotto il cofano (virtuale) che arriva la vera svolta. Due versioni:
- Cooper E: motore da 184 CV, batteria da 40,7 kWh, autonomia fino a 305 km WLTP
- Cooper SE: 218 CV, batteria da 54,2 kWh, autonomia fino a 402 km WLTP
Tempi di ricarica rapidi (35 minuti per l’80% in DC), assetto più rigido e piacere di guida confermato: MINI non tradisce il suo spirito, neppure in versione elettrica.
MINI Aceman: il crossover che mancava
La seconda grande novità è la MINI Aceman, un SUV urbano compatto elettrico, lungo circa 4 metri, che si inserisce tra la Cooper e la Countryman. Pensato per un pubblico giovane e attento allo stile, l’Aceman propone un design squadrato, parafanghi muscolosi, tetto a contrasto e interni altamente personalizzabili.
Tecnologicamente, condivide piattaforma e motori con la Cooper Electric: anche qui due versioni da 184 e 218 CV, ma con un’autonomia leggermente superiore grazie a una maggiore aerodinamica e ruote più piccole. Debutto europeo a Monaco e lancio commerciale previsto per fine 2025.
Il bagagliaio arriva a 300 litri (più della Cooper), i sedili posteriori sono abbattibili e lo spazio interno è sorprendente per la categoria. MINI punta a farne il best seller della gamma, anche grazie al prezzo più accessibile rispetto alla Countryman.
MINI Countryman Electric: il SUV di famiglia si fa grande
Completa la lineup elettrica la nuova generazione di Countryman, ora disponibile anche in versione full electric. Cresce nelle dimensioni (oltre 4,4 metri di lunghezza), nello spazio interno e nel bagagliaio (oltre 460 litri), diventando un vero SUV da famiglia. Elettrica al 100% nella variante Countryman SE, con motore dual motor da 313 CV, trazione integrale e batteria da 64,7 kWh per autonomia WLTP di circa 430 km.
Il design è più deciso, spigoloso e muscolare, con linee tese e un’estetica molto più “tedesca” che british. La base è la piattaforma FAAR di BMW, la stessa di X1 e iX1, e l’assemblaggio avviene in Germania, a Lipsia. Qui MINI mostra il lato più razionale, abbandonando parte dell’ironia che l’ha sempre contraddistinta per entrare con forza nel segmento C SUV premium.
Addio al motore termico? Sì, ma non per tutti
MINI ha annunciato ufficialmente che dal 2030 venderà solo modelli elettrici. A Monaco, però, alcune versioni termiche delle Cooper e Countryman erano comunque presenti. Perché? Perché in mercati come USA, Medio Oriente e alcune parti dell’Est Europa il motore a combustione ha ancora una forte domanda.
E in Italia? Come al solito, siamo terra di mezzo: la gamma elettrica arriverà tutta entro metà 2026, ma i prezzi sono ancora impegnativi. Colpa di una politica di incentivi miopi, di una rete di ricarica ancora zoppicante e – diciamolo – dell’incapacità di creare un ecosistema favorevole all’acquisto di BEV.
MINI, almeno, ci prova. Investe, sviluppa, cambia. Ma l’Europa deve seguirla. Non bastano le dichiarazioni d’intenti. Servono colonnine, incentivi reali, visione. Altrimenti anche chi, come MINI, vuole fare le cose per bene, si scontrerà con un mercato statico e disilluso.
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