Non si può dire che che la Giulietta sia stata il vero modello della svolta per Alfa Romeo, ma soltanto perché dopo di lei non è arrivata l’offensiva di prodotto che ci si sarebbe aspettato di vedere.

ARRIVA NEL 2010: LA MECCANICA

Arrivata nel 2010 a sostituire la 147, modello compatto di gran successo, ha seguito e in parte anticipato alcune tendenze del segmento C come l'abbandono della variante a tre porte (rimpiazzata indirettamente dalla più piccola MiTo uscita due anni prima) e riportato nei ranghi della Casa un nome storico dopo il periodo delle sigle numeriche di tre cifre terminato appunto con la 147 e la 159. Le misure si sono fatte leggermente più abbondanti, la lunghezza è salita da 4,22 a 4,35 metri, anche se l'abitabilità posteriore non ha entusiasmato tutti. Inoltre nella dotazione dei modelli base non era compreso il poggiatesta posteriore centrale, che era optional, malgrado l'auto fosse omologata per 5. La piattaforma era la nuova Compact, una base modulare flessibile su cui il Gruppo avrebbe presto costruito altri modelli come Jeep Cherokee e che introduceva nuove sospensioni con schemi più convenzionali rispetto a quelli delle stesse 147, sostituendo l’avantreno a quadrilatero alto con un MacPherson e portando al debutto il retrotreno dual-link a due bracci, oltre a un servosterzo elettrico con motore montato sulla cremagliera per assicurare più precisione.

MOTORI BENZINA E DIESEL

La gamma iniziale era composta da due motori a turbobenzina e due turbodiesel: tra i primi due, entrambi 1.4 da 120 e 170 CV, il più degno di nota sotto l'aspetto tecnico era il secondo, dotato della tecnologia MultiAir che consiste in un sistema idraulico di regolazione dell'alzata delle valvole di aspirazione. E introdotto anche sulla MiTo sempre in questa famiglia di motori. La gamma a gasolio era invece composta dai già affermati Multijet 1.6 da 105 CV e 2.0 da 175 CV (all'esordio 170) con filtro antiparticolato. L'evidente "buco" prestazionale tra le due motorizzazioni turbodiesel è stato completato da una variante del 2.0 depotenziata a 140 CV, con la stessa coppia massima di quella da 175 CV ma con una curva leggermente più piatta che li rendeva disponibili già a 1.500 giri anziché da 1.750, risultando più brillante a regimi medio-bassi e nelle riprese a corto raggio. Si tratta di motori destinati a rimanere in listino più o meno per tutta la carriera del modello con alcune evoluzioni e successive varianti di potenza, e come prevedibile risultano i più abbondanti sul mercato dell'usato, con una disponibilità dieci volte superiore a quella dei benzina e una range di prezzi e chilometraggi estremamente variegato.

Nel listino dell'usato di Auto, tante occasioni da non perdere a portata di click!

SISTEMI E MODALITÀ DI GUIDA

L'intera gamma Giulietta è stata dotata di serie del sistema Alfa DNA, anche questo portato al debutto dalla piccola MiTo, una versione più semplice e "caratterizzata" dai sistemi di gestione della dinamica di marcia tramite specifici profili molto diffusi sui modelli premium, ma relativamente poco nel segmento della Giulietta. Le modalità di guida erano appunto tre: Dynamic, Neutral e All Season (da qui la sigla, che è la sintesi delle iniziali), dalla più dinamica a quella invernale, che però non si limitavano a intervenire sulla taratura del controllo di trazione e stabilità, e sullo sterzo, ma in Dynamic si attivava una specifica mappatura della centralina motore per incrementare la coppia e la risposta all'acceleratore. L'elettronica di bordo includeva inoltre il sistema e-Q2, che simulava tramite l'intervento sui freni gli effetti di un differenziale autobloccante aumentando la precisione in curva.

La versione top di gamma introdotta pochi mesi dopo il lancio era a sua volta un tripudio di omaggi al passato: identificata anche in questo caso con una dicitura iconica in Casa Alfa, ovvero "Quadrifoglio Verde" (sostituito dall'allestimento "Veloce" nel 2015) era spinta dal motore "1.750 TBi" montato anche sulla 159 e derivate, con potenza di 235 CV, oltre 240 km/h di velocità e uno 0-100 da meno di 7". Per tutte i cambi erano inizialmente manuali, solo nel 2011 è arrivato l'automatico TCT, un doppia frizione a sei rapporti che la divisione Fiat Powertrain ha sviluppato "in casa" e che è stato proposto inizialmente con il solo MultiAir e successivamente sul TBi e sui turbodiesel.

RESTYLING? NO, GRAZIE

Nei suoi 10 anni di carriera, destinata a terminare soltanto nel 2020, la Giulietta non ha mai avuto un vero restyling anche se per ben due volte, nel 2013 e nel 2016, la Casa ha presentato dei lifting concentrati su finiture interne ed esterne e allestimenti, ma la caratteristica linea del frontale, dei paraurti e della coda, non hanno mai avuto un vero rimodellamento, e dunque non hanno mai rischiato di far invecchiare troppo l’immagine delle precedenti. L'aggiornamento più importante è il secondo, nel quale sono stati introdotti uno scudetto e un logo ridisegnati, una modanatura aggiuntiva oltre a nuovi allestimenti come Super e Veloce.

La gamma Alfa Romeo: consulta il listino completo di Auto!

SEMMAI UNA RINFRESCATA AI MOTORI...

Discorso diverso per i motori che invece hanno visto alcune evoluzioni delle unità di base pur conservando la struttura di gamma fondamentalmente invariata: nel 2011 sono arrivati un 1.4 Turbo "base" da 105 CV mentre quello da 120 CV è stato proposto anche nella variante a GPL, che tuttora non è raro da trovare pure con modelli recenti e poco sfruttati. Nel 2013 i 2.0 turbodiesel sono stati aggiornati con la nuova sigla JTDm-2 e una serie di migliorie all'iniezione e al sistema di depurazione dei gas, con potenze aumentate a 150 CV e 175 CV, la seconda proposta esclusivamente con cambio TCT. Nel 2015 l'intera gamma è stata aggiornata a Euro 6 e il 1.6 JTDm ha lasciato il posto alla versione da 120 CV. L'ultimo aggiornamento risale al 2019, la gamma motori è stata omologata Euro 6D-Temp, ridimensionata ai 1.4 benzina e 1.6 JTDm (questo anche con TCT) entrambi da 120 cv e al 2.0 JTDm-2 da 170 CV con cambio TCT.