Accidenti! Che lavoro. Ancora una volta, Countach! (Contacc!), per dirla con i torinesi. Celebre l'esclamazione alla quale si deve il nome della Lamborghini Countach. LP500 nel 1971 svelò come sarebbe stato il mondo dopo Miura, un esemplare che stupì con linee diversissime eppure frutto della matita di Marcello Gandini. Quell'esemplare venne sviluppato fino al 1973, poi utilizzato per effettuare i crash test nel marzo del 1974.

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Il lavoro del Polo Storico Lamborghini, presentato al Concorso d'Eleganza di Villa d'Este, è stato enorme e ha richiesto ben 25 mila ore di attività per ricostruire il progetto Countach LP500 (scopri come Lamborghini ha reinterpretato la Countach in chiave moderna). La richiesta nasce nel 2017, quando un collezionista del marchio si rivolge agli specialisti del Polo Storico per sondare la possibilità di realizzare nuovamente quella Countach specialissima.

Documenti, immagini e pezzi prodotti daccapo

Come la rifai daccapo un'auto pensata, progettata e realizzata a inizio anni Settanta? Tanto più quando le informazioni di primissima mano si limitano alle  fotografie dei documenti di omologazione, quando i componenti devono essere realizzati ex novo dove i ricambi non sono disponibili o i pezzi usati da restaurare non si trovano. Anche gli pneumatici, i Pirelli Cinturato CN12 sono stati prodotti con le specifiche originali, grazie al supporto della Fondazione Pirelli accanto al lavoro Lamborghini Polo Storico. "La raccolta documentale è stata cruciale; si era prestata una grandissima attenzione a tutti i dettagli della vettura, alla loro coerenza complessiva ed alle specifiche tecniche”, sottolinea Giuliano Cassataro, responsabile Service e Polo Storico.

La specificità del telaio

Il telaio della LP500 in realtà è diverso da quello della successiva LP400, adotta uno scatolato anziché una struttura tubolare, la carrozzeria è stata realizzata affidando le lastre al lavoro degli artigiani battilastra. Artigianalità assoluta che ha ricreato anche gli interni, la strumentazione, tutto fedele come se fosse il 1971, cinquant'anni dopo.

Design, la matematica e la scansione 3D

Sul design, diversamente da quanto si possa pensare, non si procede ridisegnando l'auto con accanto una fotografia. Il lavoro è molto più complesso e Mitja Borkert lo spiega nei suoi passaggi. "La LP 500 ha un’importanza fondamentale per Lamborghini, perché ha dato origine al Design DNA di tutti i modelli successivi. Per arrivare alla vettura che ha debuttato a Ginevra nel 1971, venne sviluppato un modello di stile in scala 1:1, che insieme alla vettura sono andati persi nel tempo, ma di cui sono rimaste varie testimonianze fotografiche.

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Questo è lo stesso approccio con cui abbiamo deciso di affrontare il progetto. Partendo dalle pubblicazioni dell’epoca, da immagini su fogli omologativi e da altro materiale recuperato dal Polo Storico, abbiamo potuto ricostruire le matematiche necessarie alla realizzazione del primo modello in scala 1:1.

 La maggiore difficoltà è stata quella di realizzare l’esatto volume della vettura e per questo ci siamo avvalsi della possibilità di scansionare in 3D la nostra LP 400 (telaio 001), che è stata un’enorme fonte di informazioni. Ci sono volute 2000 ore di lavoro in totale, per arrivare al modello finale con le forme giuste, che ci soddisfacessero. La stessa identica procedura è stata seguita anche per gli interni.”