Land Rover Freelander sta per tornare: la storia delle prime due generazioni

A fine anni Novanta il Freelander portò Land Rover, sotto la proprietà BMW, in un segmento inedito. Oggi lo chiameremmo un Suv di segmento C con grandi doti in 4x4
Land Rover Freelander sta per tornare: la storia delle prime due generazioni

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 27 marzo 2026, 11:30

Il Freelander che verrà presentato il 31 marzo è un progetto che nulla ha da spartire con l'idea alla base del fuoristrada lanciato a fine 1997 in Europa. Quel Land Rover Freelander fu un successo di vendite per il marchio, tanto da risultare per 5 anni, fino al 2002, il modello 4x4 più venduto in Europa.

Il nome Freelander tornerà con un progetto destinato soprattutto al mercato cinese, frutto di una joint venture tra Land Rover e Chery, che lo produrrà in Cina. Restano, tuttavia, le prime due generazioni come modelli simbolo.

Il progetto nato sotto la proprietà BMW, che rilevò il Gruppo Rover nel 1994 e diede via libera al progetto Freelander prima serie nel 1996. Poi, nel 2006, l’arrivo della seconda serie sotto la proprietà Ford fu il primo modello firmato da Gerry McGovern.

Land Rover e il suo primo "Suv"

Entrambe le generazioni conservavano le caratteristiche imprescindibili di una Land Rover: la trazione integrale permanente ed elevate doti in fuoristrada. Nel contesto di fine anni Novanta, tuttavia, si affacciavano le prime idee di Suv. Toyota con il RAV4, Honda con il CR-V e Land Rover con il Freelander furono tra i primi a intercettare la nuova onda.

Land Rover progettò il suo primo modello con scocca portante, superando la classica progettazione dei fuoristrada con telaio a longheroni separato dalla scocca. Il Freelander monoscocca consentiva una guida su asfalto simile a una normale auto, anche grazie alle sospensioni a ruote indipendenti, mantenendo la trazione integrale e l’altezza da terra adeguata per l’off-road.

Novità assoluta, che debuttò sul Freelander e poi venne trasferita da BMW sulla prima generazione di X5, fu l’Hill descent control. Il sistema elettronico controllava la velocità in discesa, nell’impiego in fuoristrada, gestendo la forza frenante sui freni.

Nel 2006 debuttò il Terrain Response, primo selettore delle modalità di guida e regolazioni differenti in base al tipo di terreno da affrontare. L’evoluzione tecnica proseguì con il restyling del 2013, tra fari a led, schermo touchscreen a bordo e la retrocamera.

Da BMW a Ford

Tra prima e seconda generazione, complessivamente vendute in 540 mila esemplari, avvenne il passaggio del marchio Land Rover sotto il controllo Ford. Era il 2000 e restò di proprietà della casa statunitense fino al 2007, prima della cessione al Gruppo Tata, ancora oggi proprietario di Jaguar e Land Rover.

Entrare nell'orbita Ford modificò la piattaforma, che divenne quella dei monovolume Galaxy e S-Max, oltre all'introduzione dei motori 2.2 litri Diesel da 150, 160 e 190 cavalli. Erano queste le unità più gettonate.

Della prima serie, invece, i propulsori turbodiesel provenivano dalla fornitura Rover 2 litri (tra il 1997 e il 2000), poi subentrò il 2 litri BMW tra il 2001 e il 2006, riconoscibile dalla sigla Td4. Le motorizzazioni benzina, invece, erano tutte di provenienza Rover: 1.8 litri serie K tra il ’97 e il 2006, V6 2.5 litri serie KV6 tra il 2001 e il 2006.

Il Freelander può considerarsi un Suv con elevate doti in fuoristrada, che con i suoi 4,4-4,5 metri di lunghezza apparterrebbe, oggi, al segmento C del mercato.

 

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