Rosse da capogiro con l'asta delle Ferrari da record

A gennaio 2026 la collezione Bachman con 46 Ferrari, tra cui F40, Enzo e LaFerrari, sarà all’asta Mecum con quotazioni da capogiro
Rosse da capogiro con l'asta delle Ferrari da record

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 13 novembre 2025, 09:49

Sogni mostruosamente proibiti, che saranno reali per alcuni fortunati. Ci sono collezioni che definiscono un’epoca e raccontano la storia di un Marchio quasi più di un museo.

La collezione Bachman, composta da 46 Ferrari impeccabili e quasi immacolate, andrà all’asta a gennaio 2026 con la casa americana Mecum. È un evento destinato a stabilire nuovi riferimenti per il mercato del collezionismo automobilistico.

 

Il valore di una rarità senza tempo

Le automobili provenienti dal garage di Phil Bachman, imprenditore statunitense e fedele estimatore del Cavallino, sono considerate autentiche opere d’arte. La maggior parte non supera i 1.000 km percorsi, una condizione che le trasforma in investimenti dal valore quasi museale.

La collezione segue il filo dorato della storia Ferrari, partendo dalla 288 GTO del 1985 — 272 esemplari prodotti, V8 biturbo da 400 cavalli — fino alla LaFerrari Aperta, sintesi di tradizione e tecnologia ibrida.

La dinastia delle supercar di Maranello

La 288 GTO, nata per il Gruppo B del mondiale rally, è considerata la prima vera supercar del Cavallino. Il suo successore, la F40 del 1992, ne evolve la meccanica e introduce materiali leggeri come kevlar e fibra di vetro. Gli esemplari in asta, destinati al mercato statunitense, contano rispettivamente 733 e 1.300 km percorsi.

Segue la F50, con il suo V12 da 4,7 litri aspirato e appena 404 km all’attivo. È una delle Ferrari più costose in assoluto: un esemplare simile ha toccato i 7.963.900 euro.

La Ferrari Enzo, verniciata in Giallo Modena, appartiene alla ristretta serie di 31 unità in questa colorazione. Spinta da un V12 da 660 cavalli, ha percorso poco più di 1.000 km.

Chiude il quintetto la LaFerrari, prima ibrida di Maranello, capace di 963 cavalli grazie alla combinazione del V12 con due motori elettrici. All’asta saranno presenti sia la coupé sia la versione Aperta, entrambe sotto i 300 km.

La tradizione delle Ferrari classiche

Tra le più anziane della collezione spicca la 166 MM del 1953, carrozzata Vignale, erede della prima barchetta da competizione Ferrari. Il suo V12 da 160 cavalli muove appena 650 kg, e la sua storia è legata alla celebre Mille Miglia.

Accanto a lei compaiono icone come la 250 Lusso del 1964, la 275 GTB/4 del 1967 e diverse 365 GTB/4 Daytona. Non mancano le Dino 246 GTS, simbolo dell’eleganza sportiva degli anni Sessanta, e una sequenza completa delle GT a motore centrale V12, da Testarossa a 512 M.

Il Giallo Modena come filo conduttore

Il colore preferito di Bachman, il Giallo Modena, domina l’intera raccolta, diventando cifra stilistica e segno distintivo. Una 599 GTO con interni azzurri, una 430 Scuderia con finiture bordeaux e una 458 Speciale blu Tour de France mostrano configurazioni personali e cromatiche insolite.

Tra le più rare spicca una 360 Challenge Stradale Verde Abetone, con interni in pelle panna e verde scuro, esempio di personalizzazione estrema.

Una perla della collezione: la FXX Evo

Il vertice tecnologico è rappresentato dalla FXX Evo, derivata dalla Enzo e destinata esclusivamente alla pista. È equipaggiata con un V12 da 860 cavalli e sviluppata con il contributo diretto di Michael Schumacher. L’aerodinamica rivista consente un tempo a Fiorano inferiore a 1’16”, due secondi più veloce rispetto alla versione standard.

Le previsioni indicano valori d’asta di decine di milioni di euro, con la possibilità di nuovi record mondiali per ciascun modello. Incredibile, una parata eccezionale.

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