La questione non è meramente semantica, riguarda piuttosto la percezione che l'automobilista medio ha delle parole "guida autonoma" e i rischi connessi a una scarsa conoscenza del funzionamento reale di quei sistemi che promettono di assistere la guida. Ce ne siamo occupati sul numero di agosto di Auto del tema. Ricordiamo come esistano vari livelli di automazione previsti (da 0 a 5) e dei necessari interventi legislativi per consentire il traghettamento verso gli step 4 e 5, quelli sui quali milioni e milioni di chilometri sono percorsi dai prototipi di studio delle diverse case impegnate sulla tecnologia. La Google Car, per fare un esempio immediatamente chiaro. A bordo dell'auto si è semplici passeggeri. 

In Germania e in Olanda si muovono le autorità nazionali nel settore trasporti, nel primo caso per mettere paletti ben definiti in quello che è il messaggio trasmesso quando si parla di automazione e, nello specifico, di Autopilot Tesla. In Germania si è mosso il ministero dei Trasporti inviando una comunicazione alla casa statunitense - attesa lunedì 17 a un imprevisto, quanto importante annuncio, slittato però a mercoledì 19 ottobre -, con la «richiesta di non utilizzare più il termine ingannevole Autopilot per il sistema di assistenza alla guida dell'auto». 

Tesla ha replicato con una puntualizzazione chiara: «Autopilot è un semplice programma di assistenza al guidatore e non un un veicolo altamente automatizzato che può operare senza la costante attenzione di chi guida. L'Autopilot Tesla opera congiuntamente con l'essere umano al volante per rendere la guida più sicura e meno stressante. Il termine è stato utilizzato per decenni nel campo aerospaziale, per identificare un sistema di supporto che opera sotto la diretta supervisione dell'essere umano. Siamo sempre stati chiari con i nostri clienti, l'Autopilot è un sistema di assistenza alla guida e richiede la continua attenzione, in modo simile ad altri sistemi di assistenza alla guida di altri costruttori».

Sulla scia delle azioni intraprese in Germania, la vicenda Autopilot finisce al vaglio anche delle autorità olandesi, che candidamente ammettono, allo stato attuale, di una discussione non sul sistema in sé, ma sul nome utilizzato. L'autorità sui trasporti in Olanda, la RDW, ha spiegato come non esista al momento una posizione ufficiale sull'uso del nome Autopilot, «solitamente consideriamo solo gli aspetti tecnici e non i nomi. E' qualcosa di nuovo», ha dichiarato alla Reuter la portavoce dell'ente, anticipando come presto arriverà una decisione interna sul tema. 

Autopilot pericoloso per la Germania

Se, insomma, il funzionamento del dispositivo di assistenza alla guida non è oggetto di discussione, resta da dirimere il modo in cui viene pubblicizzata una funzione, presente sui modelli Tesla e in forme varie su altre auto, che può generare se non confusione, sicuramente false aspettative e i rischi connessi negli automobilisti meno informati.

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