Venticinque anni di Electronic Stability Program. Quasi non ci si fa più caso, perché l'ESP di Bosch lavora benissimo. Su tutte le automobili. Dal 1995, quando  fu introdotto per la prima volta sulle Mercedes Classe S, il percorso è stato eccezionale. 

Sono stati prodotti più di 250 milioni di ESP. Bosch dichiata che il sistema ha a salvato circa 15.000 vite solo nell’Unione Europea. E che ben l’82% di tutte le nuove auto al mondo è dotato del sistema elettronico di stabilità. Più di quattro su cinque.

Nvidia punta più sulla guida autonoma che sugli ADAS

Come noto, l'ESP offre un aiuto importante soprattutto quando le strade sono bagnate o ghiacciate, quando si devono evitare ostacoli imprevisti e quando si entra in curva troppo allegri. Bosch sostiene che è possibile evitare fino all’80% di tutti gli incidenti dovuti alla perdita di stabilità.

Come funziona? L'ESP combina le funzioni dell’ABS e del sistema di controllo della trazione. E è in grado di rilevare anche i movimenti di slittamento dell'auto e contrastandoli.

Utilizza le informazioni sulla dinamica del veicolo per rilevare se l’auto si sta muovendo nella direzione impostata dall’automobilista. Se questi due dati non combaciano, il sistema elettronico di stabilità interviene. Sensori confrontano l’angolo di sterzata e la traiettoria del veicolo 25 volte al secondo. 

Se i due valori differiscono tra loro, l’ESP riduce la coppia del motore e può frenare le singole ruote. In questo modo il sistema aiuta il guidatore a evitare la perdita di controllo del veicolo o il suo slittamento, evitando efficacemente molti incidenti.

Lo spartiacque: il test dell’alce

La ricerca e lo sviluppo dello Electronic Stability Program sono durati a lungo. Sin dagli anni Ottanta, quando Bosch e Daimler-Benz iniziarono a lavorare, ciascuno per conto proprio, per aumentare la stabilità dei veicoli. Dal 1992 fino al lancio sul mercato, il progetto fui comune.

Ma l'accelereazione decisiva fu fata dal leggendario test dell’alce del 1997. Nel corso di alcune prove per una rivista automobilistica svedese, una Mercedes-Benz Classe A si ribaltò effettuando una brusca sterzata. La Casa tedesca decise di dotare i propri veicoli del sistema elettronico di stabilità di serie. Da quel momento, la storia è cambiata: e la diffusione divenne sempre più ampia.

L'efficienza fu palese: meno incidenti, meno feriti, meno morti: anche i legislatori hanno riconosciuto i vantaggi dell’ESP, rendendolo obbligatorio su tutti i nuovi veicoli in molti Paesi del mondo.

L'espansione

All’interno dell’Unione Europea, il sistema è diventato obbligatorio in modo graduale: da novembre 2011 per i nuovi modelli di autovetture e veicoli commerciali e dal 1° novembre 2014 per tutte le autovetture e i veicoli commerciali di nuova immatricolazione. E anche in Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Ecuador, Israele, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Russia, Corea del Sud, Turchia e negli Stati Uniti il sistema è obbligatorio per legge oppure scelto volontariamente da chi guida. L’esperienza dell’Europa dimostra che se il numero di veicoli dotati di questo sistema aumenta, il numero di incidenti cala.

Bosch ESP è disponibile ogni tipo di auto , dai motori a combustione ai motori elettrici, e per veicoli di tutti i tipi, dalle microcar ai veicoli commerciali. Ed è uno dei "fattori" per la guida assistita e il futuro self drive. "Le tecnologie Bosch, nuove o collaudate, avvisano e supportano i guidatori in situazioni critiche. E, sempre più, sono in grado di svolgere compiti monotoni e faticosi. Questo ci consentirà di ridurre ulteriormente il numero di incidenti e morti sulla strada". Harald Kroeger, membro del Board of management di Bosch, racconta così il futuro, ancora decisivo, dell'ESP.

Volvo, il limite a 180 km/h è realtà