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AC Schnitzer chiude i battenti, Tuning in ginocchio. Ecco perché

Pubblicato il 9 aprile 2026, 09:32
Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. La crisi del tuning è conclamata. Dopo i guai a Recaro e BBS, chiude i battenti AC Schnitzer, altro colosso tedesco.
Il panorama della elaborazione vive una fase di crisi profonda che colpisce i pilastri della tradizione motoristica tedesca.
La Casa di Aquisgrana interrompe le creazioni speciali per i modelli del Gruppo BMW dopo 40 anni di carriera. Il Marchio fondato nel 1987 sceglie la via del ritiro industriale a causa di un mercato diventato poco ricettivo alla produzione artigianale.
Burocrazia e omologazione lumaca
Le lungaggini amministrative della nazione tedesca pesano sopra i tempi di rilascio delle perizie tecniche necessarie alla vendita dei prodotti speciali.
Un periodo di attesa di 9 mesi blocca la competitività di fronte alla velocità della rete e dei concorrenti del settore aftermarket. La efficienza del sistema di omologazione risulta inadeguata per sostenere il ritmo di una realtà che vive di innovazione e rapidità esecutiva.
Per chi invece ha fretta il Codice della Strada prevede controlli severi tramite il sistema Targa System rendendo rischiosa la circolazione dei veicoli modificati senza omologazione. Inoltre i Costruttori offrono varianti sportive dotate di potenze elevate dentro il listino di vendita eliminando la ricerca di pezzi speciali. Una miscela dura da digerire
Transizione elettrica (ma c'è chi blocca tutto) e calo della passione
Il passaggio verso i modelli EV riduce lo spazio per la modifica meccanica dei motori termici alimentati a benzina o gasolio. I giovani automobilisti mostrano un interesse minore per i cataloghi di assetti e cerchi preferendo la connettività digitale dei mezzi di trasporto moderni.
Senza dubbio, ma c'è un rovescio della medaglia che deve fare pensare. Porsche, Lamborghini, Rolls-Royce, Bentley e McLaren hanno rallentato o congelato la svolta all'elettrico, convinti alla parziale retormarcia dallo scarso interesse dei clienti. La situazione è molto complicata.

Il rincaro delle materie prime unito alla volatilità dei cambi erode i margini di guadagno della Casa tedesca durante la fase di recessione. Le vetture stradali escono dalla fabbrica con pacchetti sportivi completi che rendono la elaborazione esterna una spesa inutile per la clientela del Costruttore.
Futuro dei servizi e vendita del Marchio
Il Gruppo Kohl dedica ora il 100% delle risorse alla attività di vendita e assistenza di auto e moto presso la rete commerciale.
Lo smaltimento delle scorte di magazzino prosegue fino alla stagione invernale del 2026 per accontentare i collezionisti di scarichi ed elementi di design. La proprietà avvia trattative con potenziali investitori per la cessione del nome a gruppi capaci di rilanciare il mito in forme inedite. Il supporto post-vendita rimane attivo per tutelare gli acquirenti dei kit di potenziamento installati sopra le berline, i Suv e le station wagon della BMW.
La scomparsa dei nomi puri del tuning segnala il tramonto di una epoca dorata fatta di bulloni e passione per la meccanica. Un passo indietro.
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