È stata prodotta per oltre 60 anni, dal 1938 fino a 2003, e venduta in oltre 21 milioni di esemplari. La Volkswagen Beetle (da noi meglio conosciuta come Maggiolino) è diventata nel corso della sua lunghissima carriera un simbolo inconfondibile della Casa tedesca. Una vettura considerata talmente iconica e “perfetta” che per anni VW ha progettato di sostituirla con un nuovo modello, senza mai trovarne uno che fosse ritenuto abbastanza valido da raccogliere un'eredità così pesante. Almeno fino al lancio della prima Golf. A distanza di decenni da quel periodo, la Casa di Wolfsburg ha deciso di “vuotare il sacco”, rivelando al mondo i numerosi prototipi sviluppati per prendere il posto della mitica Beetle e mai giunti fino alla produzione.

Volkswagen Maggiolino: la nascita di una grande storia

Volkswagen Maggiolino, una lunga storia di successo

La storia della Volkswagen Typ1 (questo il suo nome originale al momento del debutto) è una delle più lunghe in assoluto nella storia dell'auto: lanciata nel 1938 in Germania su progetto di Ferdinand Porsche, la vettura venne immediatamente prodotta in un grande numero di esemplari, inclusi quelli adattati per uso bellico. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Typ1 iniziò la sua avventura oltre i confini tedeschi, diffondendosi rapidamente in decine di Paesi e guadagnando i soprannomi con i quali è conosciuta ancora oggi: a causa della sua forma che ricordava uno scarabeo, l'auto venne chiamata in modi diversi a seconda delle nazioni in cui era venduta; Beetle in Gran Bretagna, Kafer in Germania, Bug negli Stati Uniti, Maggiolino in Italia, Cocinelle in Francia e così via.

L'ultimo esemplare di questo popolarissimo modello vide la luce nel 2003, oltre 60 anni dopo il debutto della Typ1 e dopo oltre 21 milioni di unità prodotte (non a caso la Beetle è la quarta vettura più venduta di sempre, dopo Toyota Corolla, Ford F-150 e VW Golf). Già negli anni '50, però, la Volkswagen aveva cominciato a pensare di sostituire il Maggiolino con un modello più moderno e al passo con i tempi. Ebbe così inizio un periodo di grande fermento all'interno della Casa tedesca, in cui decine di prototipi e progetto vennero sviluppati con l'obiettivo di trovare un'erede valida alla mitica Beetle. Ma nessuna di esse è stata mai approvata per la produzione.

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I prototipi della Casa tedesca

Uno dei primi tentativi della Volkswagen fu la serie di prototipi sviluppati tra il 1953 e il '56. in particolare la EA47-12, disegnata dall'italiana Ghia. Il modello si allontanava nettamente dalle linee della Typ1 mostrando una forte somiglianza con la Karmann Ghia. Dotata di un 1.2 litri da 30 cavalli, raggiungeva gli 80 km/h e sfoggiava soluzioni tecnologiche all'avanguardia come sospensioni a bracci trasversali e cambio sincronizzato. Caratteristiche che tuttavia non le valsero l'accesso alla produzione in serie. Nel '53 la Casa iniziò a pensare di rimpiazzare la Beetle con un modello più piccolo e accessibile, che si concretizzò due anni dopo con il prototipo EA48. Questa vettura era completamente diversa rispetto alla Typ1 (nessuna componente in comune) ed era dotata di un piccolissimo motore boxer a 2 cilindri da 0,7 litri e 18 cavalli. Innovativo lo schema “tutto avanti” con motore e trazione anteriore.

Tra i progetti che più si sono avvicinati alla produzione c'è la EA97 del 1960: sviluppata come berlina a 2 porte, ne vennero prodotti circa 200 esemplari mentre veniva allestita la linea di montaggio del modello. Tuttavia, all'ultimo minuto, la dirigenza decise che non era il momento giusto per mettere in campo una vettura che facesse concorrenza alla Typ3 (lanciata nel '61) e allo stesso Maggiolino, decretando così la morte di questo progetto. Che comunque venne sfruttato dalla divisione brasiliana di VW fino agli anni '80.

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Volkswagen, i prototipi degli anni '60

Nel 1961 si esplorò un'altra via, quella di una vettura più raffinata della Beetle, dotata di carrozzeria cabriolet. Questo concetto venne espresso dalla Typ3 Cabriolet, anch'essa abortita prima delle produzione per questioni di concorrenza interna. Si pensava infatti che questo modello potesse togliere vendite alla Karmann Ghia. Alcuni anni dopo, nel corso dello sviluppo della Typ4, la Casa tedesca sviluppò diversi progetti alternativi che avrebbero potuto raccogliere l'eredità della Beetle. Come la EA142, una berlina a 3 volumi e due porte dotata di motore 1.7 boxer, che poi venne usato sulla Typ4 di serie.

Nel 1969 videro la luce i due ultimi prototipi ad aver avuto la possibilità di diventare le eredi ufficiali del Maggiolino. La prima fu la EA 266, una vettura estremamente innovativa sviluppata con la consulenza della Porsche e sotto la guida di Ferdinand Piech (destinato anni dopo a prendere il timone dell'intero Gruppo tedesco). Aveva un design dinamico e soluzioni tecniche originali, come il motore montato sotto al sedile posteriore per risparmiare spazio, ma questo non bastò a garantirle il disco verde.

Infine, lo stesso anno, venne sviluppata la EA 276, una vettura dotata della carrozzeria hatchback che poi sarebbe diventata estremamente popolare negli anni a seguire. Aveva motore e trazione anteriori, ampio portellone posteiore e, per ridurre i costi, sfruttava il motore boxer della Beetle. Questo modello, benché non abbia mai raggiunto la produzione, è stato il precursore della Golf che sarebbe uscita nel 1974, e che sarebbe diventata a tutti gli effetti l'auto che per fama e successo commerciale avrebbe preso il posto della Typ1.

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