Temi caldi
Lorenzo Facchinetti
18 ago 2014
Pur essendo la più giovane e la più piccola rappresentante della famiglia Audi “S”, questa vettura porta con sé una delle denominazioni più pesanti dell’intera storia di Ingolstadt: S1, proprio come la mostruosa versione Gruppo B della “quattro” da rally.
Ma visto che le affinità di riducono a quattro anelli e a quattro ruote motrici, se qualcuno dovesse fare qualche accostamento fra la attuale S1 e la versione da corsa di trent’anni fa sappiate che parliamo di due cose piuttosto lontane fra loro.
Fatto sta che la nuova Audi S1 — la denominazione era dovuta, trattandosi di una A1 — è forse uno dei più riusciti modelli della gamma “S”. Versioni che sono costrette ad essere una via di mezzo fra le “normali” e le estreme RS perciò talvolta risultano un compromesso non sempre vincente. In questo caso, invece, gli ingredienti sono stati impiegati talmente bene che il risultato finale è da considerarsi molto appagante.
Attenzione, però. Vorremmo partire da una considerazione economica in maniera da dare un’imbeccata a chi sta valutando l’acquisto: la S1 con carrozzeria Sportback (c’è anche la 3 porte) costa 31.980 euro, cifra considerevole ma tutto sommato adeguata considerato il valore aggiunto del 2.0 TFSI da 231 cv e della trazione integrale.
Il problema è non esagerare con gli optional e installarne a nastro: l’esemplare che abbiamo provato costa infatti 38.460 euro e vorremmo ricordare che una più spaziosa, più recente (a livello di progetto di base) e più performante S3 Sportback quattro da 300 cavalli parte da 39.900 euro. Per prima cosa ponetevi dunque questa domanda: meglio una S1 Sportback full optional o una S3 Sportback base? Se propendete per la S1, poco male. Perché il pacchetto, come accennato, è davvero ben riuscito. L’aspetto esteriore è aggressivo ma senza eccessi.
Sulle prime parrebbe una ricca A1 Sportback con pacchetto S line, ma aguzzando la vista noterete una zona posteriore più aggressiva — con i classici quattro terminali ovali di tutte le “S” — e proiettori anteriori e posteriori differenti, non nel taglio ma nella forma interna per via di un differente motivo delle parabole e dei Led.
Dentro la ricetta è la medesima: qualche dettaglio sportiveggiante qua e là (volante, pomello cambio, pedaliera e strumentazione specifici) ma la stessa sostanza delle altre A1. Cioé una qualità ben superiore alla norma del segmento, ma dall’altra uno spazio posteriore che non è al top, come pure la capacità di carico che in questo caso è ulteriormente penalizzata dalla trazione integrale che ruba 60 litri di volume (210 in tutto, pochini).
Il bello, però, vien guidando. Vi diciamo soltanto che in nemmeno 4 metri di macchina troverete prestazioni rettilinee degne di una Delta Integrale dei tempi che furono, un considerevole dinamismo in pista (record a Balocco fra le sportive di questa classe) e soprattutto la capacità di divertire. Dote, quest’ultima, ormai rara da trovare.
1 di 5
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Loading
Abbonati all’edizione digitale e leggi la rivista, gli arretrati e i contenuti multimediali su tutti i tuoi dispositivi.
Abbonati a partire da € 21,90