Confronto Peugeot 308 SW vs Seat Leon ST

Confronto Peugeot 308 SW vs Seat Leon ST
Due nuove wagon, nate da berline moderne, che non fanno rimpiangere una premium, simili in molti aspetti, differiscono per il carattere

di Lorenzo Facchinetti

8 ottobre 2014

Design

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Dentro, ad esempio, la Peugeot è senza dubbio quella dal maggior impatto visivo: il cosiddetto iCockpit, cioé il volante piccolino e la strumentazione rialzata (che, ribadiamo, a qualcuno può risultare poco visibile) fanno una gran scena. Come pure il fatto di aver ripulito da tasti la console centrale perché tutto viene comandato dallo schermo touch, climatizzatore compreso. Nel caso di tetto panoramico Ciel, poi, la luminosità guadagna un sacco di punti, sebbene il cristallo non sia apribile e d’estate produca tanto calore in abitacolo. Non per ultimo, Peugeot ha compiuto un notevole balzo in termini di qualità dei materiali, e questo è immediatamente percepibile al primo colpo d’occhio.

La Leon ST è fatta ugualmente bene, con materiali di qualità e una bontà costruttiva che non presta il fianco a critiche. Ma purtroppo, per non pestare i piedi alle sorelle maggiori Audi e VW, è costretta a presentarsi con un aspetto un poco più austero. Il disegno della plancia è meno ricercato, alcune finiture sono meno lussuose, ma dalla sua ha la tipica razionalità tedesca. Quella che ti fa sentire a casa non appena siedi a bordo, dove tutto è intuitivo e a portata di mano.

Al contrario di Peugeot che, sulle prime, disorienta un poco proprio per via della ridefinizione totale di alcune “certezze” automobilistiche. Per quel che riguarda il baule, nella fattispecie il pezzo forte, siamo di fronte a due gran belle esecuzioni. La volumetria è eccellente in entrambi i casi, ma con Peugeot che svetta leggermente: 610 litri contro i 587 di Seat e abbassando i sedili il vantaggio aumenta, 1606 litri a fronte di 1470. Tutti e due sono molto regolari nelle forme, hanno le soglie d’accesso basse e sono ottimamente attrezzati: leve di sblocco rapido dei sedili direttamente posizionate nel vano, 4 occhielli di fissaggio ed elastici laterali; in più, su Seat, ci sono anche 4 ganci per le borse della spesa, una presa di corrente 12 Volt e il piano di carico posizionabile su due livelli. SE FINO QUI le differenze sono dunque marginali, una volta in marcia emergono invece due caratteri piuttosto differenti. Quelli che, secondo noi, rappresentano la maggior discriminante di scelta fra queste due wagon.

Per farla breve, la Leon è più dinamica e bella da guidare, la Peugeot è rilassante e confortevole.E a ciò concorrono non soltanto due filosofie d’assetto differenti, ma tutto il pacchetto tecnico, dal motore al cambio, passando per lo sterzo. Il 2.0 TDI della Seat è più brillante e reattivo, ma un po’ più ruvido, mentre il 2.0 HDi è pastoso e meno propenso ad allungare. La grossa differenza la fanno però i cambi, con il DSG doppia frizione che sovrasta in qualsiasi situazione di guida il convertitore di coppia della Peugeot. Ancora, la Leon è più ferma d’assetto, più precisa di sterzo e globalmente più agile e sportiveggiante. Mentre la Peugeot è più compassata e vanta consumi leggermente inferiori, con una media effettiva di ben 19,652 km/litro contro i 18,351 della Seat.

Le sfaccettature comportamentali, insomma, rappresentano una questione di gusti personali. Mentre non prescinde dai gusti la fattura del concessionario. Che sulle prime appare più vantaggiosa nel caso della Seat, con 27.130 euro contro i 28.550 della Peugeot. Ma se si vanno a guardare le dotazioni di serie e gli accessori, basta installare sulla Leon i proiettori Full Led e il navigatore, già presenti su Peugeot, per pareggiare i conti. E arrivare, nel caso dei ricchissimi esemplari provati, alle stesse identiche cifre che superano i 33mila euro. Cifre importanti, certo, ma anche senza raggiungere tali livelli le due familiari offrono già tanto, soprattutto in termini di sostanza.

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