Audi Q7 vs Volvo XC90, prova di giganti

Audi Q7 vs Volvo XC90, prova di giganti
Cinque metri di lunghezza, sette posti e bordi, le ultime tecnologie a disposizione, confort di livello assoluto ...

di Lorenzo Facchinetti

25 ottobre 2015

Prestazioni

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VOLVO CONSUMA MENO

Il downsizing serve a qualcosa: il 2 litri della XC90 garantisce 14,176 km/litro di media reale contro i 12,621 km/l di Q7.

C’è un aspetto su tutti che accomuna questi due Suv e che risulta piuttosto sorprendente: quanto siano agili e maneggevoli nonostante una mole a dir poco imbarazzante. Del peso te ne rendi conto davvero soltanto in frenata, e non perché gli spazi d’arresto siano lunghi (tutt’altro, la Q7 si ferma in 35,5 metri da 100 km orari...) ma perché percepisci in maniera più marcata la decelerazione rispetto a un’altra vettura. In curva invece tutto viene tenuto sapientemente a bada da sospensioni pneumatiche a gestione elettronica che riescono a minimizzare i movimenti della scocca, penalizzata da un baricentro alto e da un peso elevato.

Volante alla mano, non sembra, insomma, di portarsi appresso due tonnellate di Suv spalmate su cinque metri di lunghezza. Complici anche sterzi dalla adeguata servoassistenza, sempre piuttosto leggeri ma precisi, permane sempre una notevole sensazione di agilità leggerezza. Audi, poi, appare curiosamente agile quando si tratta di manovrare in spazi stretti. Merito dello sterzo integrale, ossia due attuatori che possono arrivare a far sterzare le ruote posteriori fino a 5 gradi nel senso opposto a quelle anteriori (fra i 5 e i 15 km/h, dopodiché si scende a 3,5°) per far sì che il diametro di volta si riduca notevolmente. Volvo, da parte sua, ha comunque un comando piuttosto demoltiplicato che non rende disagevoli le manovre.

PER QUEL CHE riguarda i propulsori, come accennato la grossissima differenza la fa il frazionamento. Non tanto in termini di potenza assoluta (272 cv Audi contro i 225 di Volvo), quanto di rendimento complessivo: un V6 è di gran lunga più pastoso, fluido, silenzioso ed omogeneo di un 4 cilindri, e se vogliamo rappresenta anche una motorizzazione più “nobile” quando si tratta di spostare attrezzi del genere.

Non che il 2 litri di Volvo tiri il fiato; anzi, da questo bi-turbodiesel hanno spremuto la bellezza di 470 Nm  di coppia che consentono di muoversi con grande dignità e le prestazioni lo confermano: grazie alla doppia sovralimentazione è pronto ai bassi regimi e piuttosto dotato ai medio-alti. Ne risente un po’, nei confronti di Audi, soltanto la fluidità di marcia globale, perché con una riserva inferiore di cavalli e coppia il cambio viene chiamato in causa più spesso per far fronte alla richiesta di potenza e dunque l’armonia di guida viene leggermente compromessa. Le due trasmissioni, tra l’altro, a dispetto del medesimo layout tecnico (convertitore di coppia e 8 rapporti), differiscono un po’ nel funzionamento: il Tiptronic di Audi ha un convertitore che slitta meno, è più diretto e i passaggi marcia sono più fluidi, sposandosi al meglio con le doti del V6 TDI. Che da parte sua non fa desiderare né maggior coppia (600 Nm), né potenza, risultando adeguato a qualsiasi situazione, grazie a prestazioni che rientrano quasi in territorio di sportività (0-100 in 6”77).

QUELLO CHE COMUNQUE impressiona maggiormente della Q7 è la scorrevolezza: a dispetto dell’aspetto esteriore, che farebbe pensare al contrario, questo Suv ha poca resistenza all’avanzamento (il Cx è di 0,31) ed è possibile percorrere svariate centinaia di metri in rilascio per consumare meno, grazie anche alla modalità veleggio del cambio che scollega motore e trasmissione. C’è poi una ulteriore funzione che aiuta il guidatore a sfruttare al meglio questa caratteristica: la guida predittiva. Basandosi sulla cartografia del satellitare, la vettura sa (anche senza aver impostato una destinazione) se di fronte a noi c’è una rotatoria, una discesa oppure una zona con limite di velocità basso e suggerisce di alzare il piede dall’acceleratore ancor prima che il guidatore se ne accorga. Tutte misure che servono ad arginare consumi che per forza di cose non sono da record, vista la media di 12,621 km/litro effettivi. In questo senso fa meglio Volvo, che a parità di dimensioni dimostra coi fatti che il downsizing serve a qualcosa: la media reale effettiva della XC90 si attesta infatti su buoni 14,176 km/litro.

UNA DELLE caratteristiche di spicco di entrambi i Suv è comunque il confort. Regale, di altissimo livello, del tutto paragonabile a quello di una ammiraglia. Da una parte il merito va alle sospensioni, che nello specifico degli esemplari del test sono le opzionali pneumatiche a controllo elettronico. Significa che possono essere impostate su diversi livelli di altezza e durezza per affrontare qualsiasi tipo di strada. Nella posizione più confortevole, la XC90 offre uno smorzamento più morbido rispetto al medesimo settaggio di Audi, addirittura eccessivamente morbido in certe situazioni. Dall’altra parte, la posizione più sportiva risulta davvero sportiva sulla Q7 e un po’ più blanda sulla Volvo. C’è comunque l’apprezzabile possibilità, in entrambi i casi,  DI poter personalizzare i programmi di guida e miscelare a piacere il settaggio di sospensioni, motore, cambio, sterzo e tutti gli altri parametri, per cucirsi addosso il set up ideale.

Per quel che riguarda l’insonorizzazione, se la Volvo risulta estremamente silenziosa (69,4 decibel a 130 orari), l’Audi ha fatto segnare il record assoluto in materia: 64,4 decibel ad andatura autostradale. Un valore bassissimo che si mantiene tale anche alle velocità più elevate, basti pensare che alla velocità massima (233,6 km orari effettivi), in abitacolo ci sono appena 77,9 decibel. Nel caso poi ci si voglia — o ci si debba — cimentare in fuoristrada, i due Suv dispongono di caratteristiche che rendono possibile un impiego fuori dall’asfalto, non estremo, ma comunque superiore a una vettura tradizionale. Entrambe prevedono la modalità di guida off road, ossia tutti i sistemi elettronici (controlli di trazione e stabilità, Abs, mappatura motore, cambio e trazione integrale) che si adeguano a questo specifico impiego. Se sono previste le sospensioni pneumatiche, l’altezza da terra raggiunge una quota tale sufficiente per non farsi impensierire da dossi o buche particolarmente evidenti. Infine sono presenti, sia su Q7 sia su XC90, i sistemi di assistenza alla salita e soprattutto alla discesa, con quest’ultimo che può risultare molto utile in caso di strade innevate: basta credere nell’elettronica e i sistemi provvedono a rallentare e a tenere in carreggiata la vettura.

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