Jaguar F-Pace, lusso integrale: la prova

Jaguar F-Pace, lusso integrale: la prova

Il primo Suv Jaguar non ama essere ignorato. Il V6 diesel garantisce prestazioni di livello, malgrado il peso

di Redazione

23 settembre 2016

Interni

A bordo la tecnologia la firma direttamente il Giaguaro. Due i display con cui la “macchina” si interfaccia all’uomo. Due perché siamo a bordo di una F-Pace First Edition, edizione a tiratura limitata per celebrarne l’inizio della produzione. E che oltre a quello in plancia touch da 10,2” sede del sistema InControl Touch Pro (di serie su questa versione), ne vanta un secondo da 12,3 che sostituisce il quadro strumenti di stampo analogico. Il gioco di applicazioni e servizi passa sotto il segno delle app “Jaguar Remote” e “Jaguar Apps”, che consentono un accesso immediato ai dispositivi Android oppure iOs, senza per questo ricorrere ai protocolli Android Auto o Apple CarPlay.

La gestualità in plancia è così la stessa dei telefonini: “pizzicando” si può ad esempio intervenire sulla distanza della visuale della mappa di navigazione. Un corredo importante quello della versione First Edition, il cui pacchetto “All Inclusive” la avvantaggia rispetto alla concorrenza tedesca, sempre incline a far pagare pure l’aria che si respira. Non che Jaguar sia totalmente estranea a questa tendenza però, in virtù anche degli otre 80.000 euro di listino di questa versione, hanno deciso di non infierire. Dove si sarebbe potuto fare invece meglio è relativamente all’abitabilità a bordo. Perché lo spazio nella zona posteriore non è tra i punti di forza di F-Pace e questo nonostante le dimensioni che porta in dote e un bagagliaio da 650 litri. Perché alcuni tasti di comando, come quelli che regolano lo schienale della seduta posteriore sono un retaggio del passato Ford. 

Presa confidenza con l’originale collocazione dei tasti degli alzacristalli, si può cominciare a pensare a trovare la giusta posizione di guida. Nulla che possa turbare il sonno, però sono stati piazzati sopra il bracciolo della portiera all’altezza del finestrino. Sembra una sciocchezza, ma abituarsi è stato più difficile del previsto. Chiusa parentesi, perché c’è pur sempre una Jaguar F-Pace da guidare. Ma prima ancora di passare la manopola del selettore dalla posizione P a quella D, c’è da decidere a quale schermata fare affidamento. Un dubbio amletico che si risolve nella scelta più tradizionale. Perché il quadro strumenti da 12,3 pollici prevede numerosi opzioni. Tra cui pure quella di navigazione, riservando così tutto lo schermo alla visualizzazione della mappa. Una tecnologia non evoluta come quella in dote al Gruppo Volkswagen, ma altrettanto scenografica.

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