Volkswagen Taigo, ecco la prova del nuovo Suv Coupé

Volkswagen Taigo, ecco la prova del nuovo Suv Coupé

Al di là della forma, trae ispirazione dalle collaudate Polo e T-Cross. Eppure, tirando il righello, si scopre che è più lungo di una T-Roc

di Cesare Cappa

30 marzo

Un po' coupé, un po' crossover, e anche un po' Suv. La Volkswagen Taigo non ha una crisi d'identità, solo che, a seconda di come la si vuole guardare, può essere l'una, l'altra oppure l'altra ancora. Certo i ben informati diranno che non si tratta di una novità in senso assoluto. Perché dall'altra parte dell'Oceano Atlantico, più specificatamente in Sudamerica, la Taigo esiste già da tempo con il nome di Nivus. In realtà quella commercializzata in Europa è realizzata in Spagna ed ingegnerizzata secondo le specifiche di questo mercato. Quindi simile, ma non uguale.

Volkswagen Taigo, il primo test del Suv coupé

Volkswagen Taigo, il primo test del Suv coupé

Più lunga di T-Roc e ispirata a Polo e T-Cross, il nuovo crossover della Casa tedesca rinuncia all'elettrificazione e propone in gamma (allestimenti Life e R-Line) dei motori classici "mille" da 95 o 110 cv oppure il 4 cilindri turbo. Piacevole e confortevole alla guida, ha un volume di carico di 438 litri

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Una pianale, una garanzia

A proposito di somiglianze, il nuovo modello Volkswagen nasce dalla sempreverde piattaforma MQB A0. Pianale destinato alle vetture di segmento A e B, che certifica la presenza della sola trazione anteriore, ma pure l'assenza dell'elettrificazione. Quindi anche in questo caso non c'è da attendersi una qualche gamma motori mild-hybrid o simile. Nelle fattezze la selezione di propulsori riprende quella di Polo, ma senza l'aggiunta della versione a metano. Qui si va sul classico.

Due motori, per tre livelli di potenza. Il "mille" tre cilindri della famiglia TSI è disponibile nel formato da 95 CV (accoppiato ad un manuale a 5 marce) oppure da 110 CV. In questo caso la trasmissione si realizza con un manuale a sei rapporti, oppure con il più "classico" dei DSG a 7 marce. Cambio, quest'ultimo, di serie sulla motorizzazione più potente: il prestante quattro cilindri turbo 1.5 TSI.

Propulsore che si distingue per la presenza del sistema di disattivazione dei cilindri. A seconda del carico di lavoro, l'ACT, questa la sua denominazione, decide se spegnere o meno due dei quattro cilindri. Questo tipo di unità è da tempo presente all'interno del Gruppo, e ha deciso di presenziare pure su Taigo.

Il tech lo puoi scaricare

La vita di bordo ripercorre la scenografia offerta da Volkswagen Polo e Volkswagen T-Cross. Nell'allestimento Life, che sebbene rappresenti l'accesso alla gamma è a tutti gli effetti un livello intermedio, il quadro strumenti digitale ha una diagonale di 8 pollici, così come quella del sistema di infotainment. L'impianto digitale, la cui base è la piattaforma digitale nota come MIB 3, è il modello Ready2Discover.

Nella versione R Line (il top di gamma) il quadro passa ad una diagonale di 10,25 pollici, mentre quella dell'impianto digitale si conferma a quota 8, ma si tratta del modello Discover Media. In opzione il Discover Media Pro con navigatore satellitare. La Taigo infatti non dispone di serie di tale sistema, potendo contare sulla presenza (anche in modalità wireless) di Android Auto e Apple CarPlay. E quindi delle relative app di navigazione. Ma se foste interessati al "naviga" ufficiale, basta scorrere il menù dell'infotainment, cliccare sul tasto shop, e acquistarlo. Verrà scaricato direttamente in vettura.

Visto che siamo a bordo, tanto vale parlare dello spazio disponibile. In realtà rispetto ad una T-Cross o ad una Polo le differenze sono pressoché assenti. Dopotutto il passo è indentico. Le differenze sono millimetriche. Si sta bene in quattro, ma i centimetri riservati ai passeggeri posteriori latitano un po', soprattutto se chi siede davanti è particolarmente alto e tende ad "allungarsi" troppo con il sedile.

Singolare invece il fatto che la Taigo sia più lunga di 3 centimetri rispetto alla T-Roc - non ci siamo sbagliati, è proprio T-Roc! - dato che si tratta di una vettura realizzata su di un altro pianale. Questo perché lo sbalzo posteriore del nuovo crossover coupé è importante. Quanto basta per assicurare un volume di carico di 438 litri. Comunque, se vi piacciono i numeri, la Taigo è lunga 4.266 mm, la T-Cross 4.108 mm e la T-Roc 4.236 mm.

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Comoda secondo le attese

Su strada, e altrimenti non avrebbe potuto essere, si conferma una vettura piacevole e confortevole. Non particolarmente brillante nell'handling, ma sempre sicura e sufficientemente agile tra le curve. Il tre cilindri da 110 cavalli sembrerebbe più che sufficiente per assecondare il telaio di Taigo, coadiuvato per l'occassione dall'ottimo DSG. Un cambio perfetto per ogni situazione, che però non trascende nella sportività assoluta. Ma questo non è l'ambito ideale per utilizzare questo aggettivo. Più corposo il 1.5 TSI, adatto forse a chi cerca qualcosa in più in termini di sostanza, ma comunque non fondamentale in senso assoluto.

L'assetto è tendenzialmente morbido e i movimenti del corpo vettura sono tutto sommato ben frenati. Rollio e beccheggio appaiono nella media. Sicuramente la taratura privilegia il comfort di marcia e assorbe al meglio le sconnessioni del manto stradale. La vettura è già disponibile presso la rete di vendita, ad un prezzo di partenza di 23.150 euro per il modello 1.0 TSI da 95 CV in allestimento Life. Ma si arriva sino ai 29.400 euro della R-Line 1.5 TSI con cambio DSG da 150 CV.

Volkswagen Taigo, il test su strada del nuovo Suv coupé

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