L'Audi RS3 cambia le “scarpe” e va ancora più forte

Siamo stati al Circuito del Mugello per (ri)provare la sportiva di Ingolstadt. Questa volta equipaggiata con le Pirelli P Zero Trofeo R

di Cesare Cappa

4 maggio

Non ci siamo sbagliati. Se ci leggete da tempo saprete che sull'Audi RS 3 ci siamo già saliti. L'abbiamo già rilevata ed è stata addirittura la prima a debuttare sul nuovo tracciato che utilizziamo nel Centro Prove di Balocco per i nostri giri lanciati.

E allora cosa ci facciamo al Mugello? In primis non si rinuncia mai alla possibilità di poter fare un giro tra i saliscendi del tracciato toscano e poi perché questa RS 3 ha un accessorio che potrebbe diventare fondamentale per tutti gli amanti da trackday. Dopotutto se andate a correre dovete indossare le scarpe adatte, e quindi la RS 3 ha deciso di alimentare il proprio guardaroba alla voce calzature. Ovviamente di gomme si tratta, coperture dalla spiccata indole Racing. Stiamo parlando delle Pirelli P Zero Trofeo R, delle semi-slick omologate per l'uso stradale.

Pneumatici che saranno effettivamente disponibili nel catalogo accessori della sportiva di Ingolstadt a partire dal terzo trimeste dell'anno. Gomme perfette per l'uso in pista, sviluppate congiuntamente ad Audi RS 3. Che ricordiamo essere provvista del mitico 5 cilindri turbo da 2,5 litri. Motore capace di 400 cavalli di potenza massima e altrettanti 500 Nm di coppia motrice. La nuova generazione si distingue poi per una rinnovata trazione quattro, che per delineare la coppia tra assi e ruote posteriori si affida ad un sistema di tipo torque vectoring. Il sistema è formato da un differenziale aperto collocato al retrotreno, che in uscita presenta due coppie di pacchi frizione, la cui apertura e chiusura è regolata elettronicamente.

Audi RS3: il test drive al Mugello

Audi RS3: il test drive al Mugello

La sportiva dei Quattro Anelli cambia passo con le Pirelli P Zero Trofeo R. E l'abbiamo portata al Mugello per testarla con le nuove semi-slick omologate per l'uso stradale

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Pronti che si parte

Dopo il breve ripasso tecnico, è tempo di fare sul serio. A dire il vero chi vi scrive è le prima volta che solca l'arco d'accesso del Mugello, così come i suoi cordoli. Ma Audi ha allestito di tutto punto, piazzando in pista una serie di birilli utili per scoprire il punto di corda ideale, ma soprattutto l'uscita migliore. Il celebre rettilineo dei box da 1.141 metri è stato invece “tagliato” da una chicane. Perché per quanto le gomme siano tarate in modo racing, l'Audi RS 3 è comunque una sportiva non da corsa.

Poco male perché i saliscendi del Mugello sono così coinvolgenti e divertenti, che al dritto neppure ci pensi. Rispetto a quanto testato solo qualche mese fa a Balocco, con coperture meno esasperate, la RS 3 appare più stabile e composta, ma soprattutto guadagna moltissimo in frenata. Tanto che la maggior parte delle volte è palese che abbiamo lasciato in strada metri utilissimi.

Al salire del numero di giri (in pista) i movimenti del corpo si fanno livemente più accentuati, ma senza mai mettere in difficoltà il pilota. L'auto si muove, giustamente, informando in modo tempestivo il limite raggiunto. L'assetto non è granitico, ma “legge” e copia l'asfalto in modo puntuale.

Curva dopo curva

Arriviamo alla San Donato partendo dai box. Il lieve sottosterzo ingresso viene eliso dal sistema quattro. Non lasciamo correre troppo, perché dobbiamo buttarci a sinistra lungo la Luco. Stiamo abbottonati per poi prendere in pieno il Poggio Secco e lasciarla corre il più possibile a ruote dritte.

Il passaggio Materassi e Borgo San Lorenzo è simile al precedente, almeno nell'impostazione di guida. Ma ora la pendenza verso la Casanova diventa importante, e bisogna saper “amministrare” i carichi della vettura. Entriamo un po' in anticipo, desistiamo da lanciarci frettolosamente dentro la Savelli. E poi dosiamo prima di staccare per entrare nella prima delle due Arrabbiate. Sulla seconda l'uscita è cieca, e la presenza del birillo risulta fondamentale.

Dopo lo scollinamento attendiamo un attimo prima di mollare ed entrare nella Scarperia. Sacrifichiamo un po' l'ingresso per guadagnare in uscita sulla Palagio e tirare sino al Correntaio. Poi inzia uno dei tratti più esaltanti, almeno per chi scrive, del Mugello. Ovvero la sequenza delle due Biondetti che si fanno dosando il gas (qualuno le farà pure in pieno!) cercando di seguire la trattiettoria che ci consente di girare meno il volante. Il giro è quasi al termine, ma prima c'è ancora da affrontare la Bucine, per inziare un nuovo passaggio sulla giostra.

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