DS 3 2023, l’arte del viaggio alla francese… Anche in elettrico

Non più Crossback, il crossover francese cambia poco, ma nei punti giusti. La versione E-Tense, poi, ha ottima autonomia a zero emissioni

di Gianluca Guglielmotti

18 gennaio 2023

Comfort ed eleganza. Basterebbero queste due parole per riassumere la nostra esperienza a bordo del crossover interamente prodotto a Poissy, vicino Parigi. In realtà, nonostante si tratti di un restyling e non di un rinnovamento di prodotto vero e proprio, c’è parecchio da dire: a partire dal nome, DS 3, che abbandona il suffisso Crossback; l’estetica è ancor più ricca di elementi di stile, e migliorano tecnologia a bordo e parte tecnica. Soprattutto sulla declinazione a zero emissioni E-Tense, che sorprende per l’autonomia derivata dalla batteria maggiorata. L’abbiamo provata in anteprima assieme alla versione Puretech 130, spinta dal tre cilindri 1.2 turbo-benzina da 130 cv.

DS 3, la prova del crossover a benzina ed elettrico

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La DS 3 si rinnova con un restyling e contenuti aggiornati, e perde il "Crossback" dal nome. Abbiamo provato sia la versione a benzina che quella 100% elettrica

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DS 3 2023, esterni e interni raffinati

Pochi, ma mirati upgrade estetici riguardano sia le versioni a combustione che la full electric: le uniche differenze degne di nota su quest’ultima sono i cerchi dedicati con pneumatici a sezione ridotta e, ovviamente, l’assenza di terminale di scarico; anche il bagagliaio ha la medesima capienza, 350 litri espandibili fino a 1.050. Il frontale si aggiorna con fari dalla forma sinuosa e luci diurne Led incastonate ai lati del paraurti, strettamente derivate dalla “sorella maggiore” DS 7; la calandra, poi, è impreziosita da un motivo a rombi e grande logo DS centrale. Sotto, ai lati della griglia inferiore, le blade “DS Air” contribuiscono al miglioramento dell’aerodinamica. Visto lateralmente, il nuovo DS 3 2023 mantiene la linea del model year uscente, con linee dinamiche e la caratteristica “pinna” che spezza la linea di cintura: soluzione piacevole, ma che rappresenta un piccolo limite a livello di visibilità posteriore, già non eccellente per via delle vetrature tutt’altro che ampie. Belli anche i cerchi, da 17 o 18 pollici, e le nuove maniglie a scomparsa, eleganti e funzionali.

Uno sguardo agli interni: l’abitacolo è curato e dotato di materiali di pregio, soprattutto negli allestimenti top di gamma Opera e Performance. Colpiscono i sedili in pelle dalla particolare lavorazione ispirata ai bracciali degli orologi di lusso, dotati di regolazione elettrica e funzione di massaggio, ma solo su quello conducente. Cambia lievemente il volante multifunzione, con i comandi relativi al sistema infotelematico (incentrato sul nuovo schermo touch centrale da 10,3 pollici) sulla destra; la razza sinistra, invece, ospita quelli dedicati agli ausili alla guida di secondo livello: il cruise control è di tipo adattivo e lavora in sinergia con mantenimento attivo e centraggio della corsia, per una guida semiautonoma. Al centro della plancia, elementi romboidali integrano due bocchette di aerazione e tasti a sfioramento per richiamare alcune sezioni dell’infotainment. Questi ultimi sono piuttosto sensibili ed è facile attivarli involontariamente mentre si utilizza, invece, il fulcro del sistema: parliamo del nuovo schermo touch da 10,3 pollici, reattivo e ben visibile anche in condizioni di luce intensa.

Prima di passare alle sensazioni di guida, un breve focus sull’abitabilità: nonostante le dimensioni compatte (4,12 metri di lunghezza, 1,80 di larghezza e 1,53 di altezza, per 2,56 metri di passo) lo spazio non manca; solo chi è seduto dietro, soprattutto il passeggero centrale potrebbe viaggiare sacrificato, soprattutto se molto alto di statura, a causa del tetto discendente.

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