C’è aria di un nuovo dieselgate in terra brittanica. I siti locali pullulano di notizie riguardanti circa 1,3 milioni di veicoli diesel, Renault e Nissan, venduti in Gran Bretagna che potrebbero essere equipaggiati con dispositivi di abbattimento emissioni illegali. Non solo. Nel mirino anche circa 100mila Qashqai a benzina.

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La class action

Le notizie sono emerse perché lo studio legale londinese Harcus Parker, specializzato in contenziosi in ambito commerciale, starebbe definendo gli ultimi dettagli di una class action contro entrambi i marchi del gruppo. L’accusa è quella di aver mentito sulle emissioni inquinanti di alcuni modelli.

Di che numeri parliamo? 1,3 milioni di veicoli, 700mila a marchio Renault e 600mila Nissan. Lo studio legale sostiene che siano stati manomessi i software che ne controllano i valori dei gas di scarico dei motori diesel. A queste cifre si aggiungono i 100mila Qashqai a benzina con motore da 1,2 litri che, sempre stando agli avvocati di Harcus Parker, supererebbero di almeno 15 volte il limite di emissioni previsto dalla legge. 

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La difesa del gruppo

Dopo le numerose notizie uscite in merito e dopo la richiesta del governo di attivare subito una campagna di richiamo per mettere in regola i veicoli, il gruppo ha risposto con fermezza. “Nissan non ha mai manomesso né mai manometterà i software dei propri veicoli”, assicurano i legali del gruppo, sottolineando come dall’analisi di alcuni report datati 2017, i primi a finire sulle scrivanie di Harcus Parker, “risulta evidente come le variazioni tra le emissioni inquinanti misurate in laboratorio e su strada siano assolutamente in linea con quelle emerse nei test degli altri costruttori”. Nonostante le negazione da parte di Renault e Nissan, altri modelli sono coinvolti: per la Casa francese Clio, Espace, Captur, Megane e Scenic, per quella giapponese Note, Juke e X-Trail.

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