La guerra tra Russia e Ucraina stravolge anche il mondo delle auto

La guerra tra Russia e Ucraina stravolge anche il mondo delle auto

Alcuni marchi leader nel mercato russo saranno colpiti dalle sanzioni, così come si prevedono problemi nelle forniture all'UE, con conseguente rialzo dei prezzi di produzione e gestione

di Redazione

28 febbraio

Non solo il rialzo dei prezzi dei carburanti: il conflitto tra Russia e Ucraina potrebbe avere conseguenze negative sull'automotive a livello generale, a partire dalle quote di mercato di alcuni marchi nel Paese fino alla fornitura delle fasi di produzione ai membri dell'Unione Europea. A lanciare l'allarme è stato lo studio dell'istituto tedesco di studi Center of Automotive Management (CAM), specializzato in ricerca nel settore auto e mobilità, in collaborazione con l'Università di scienze applicate di Bergisch Gladbach.

Le Case protagoniste del mercato russo

Il dato iniziale generale è che a causa del conflitto l'industria automobilistica non investirà più sulla Russia per molti anni. Le dimensioni geografiche hanno da sempre configurato la Russia come uno dei mercati automobilistici più floridi al mondo, anche se dal 2015 a oggi il numero di vendite annuali è fermo a cifre che vanno da 1,4 a 1,8 milioni di unità: poche, per una nazione così grande. I costruttori ad aver venduto di più nel 2021 sono stati Hyundai (e Kia) con circa 380mila esemplari e Avtovaz (Lada) - dal 2017 parte del Gruppo Renault - con 351mila unità, a cui vanno sommati gli altri 212mila veicoli dell'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Segue poi il Gruppo Volkswagen (204mila unità) Mercedes (50mila) e BMW (49mila).

Le sanzioni colpiranno le industrie automobilistiche russe

Le inevitabili sanzioni in arrivo dall'UE provocheranno importanti scossoni. Date le quote di mercato, a essere più colpita sarà il Gruppo Hyundai e l'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Per le tedesche invece meno problemi. Perché, dato che la rilevanza di mercato della Russia per Volkswagen è solo del 2% (calcolo tra vendite in Russia e quelle globali), secondo l'analisi del CAM il Gruppo di Wolfsburg - ma anche BMW e Mercedes - non avranno delle ripercussioni eccessivamente brusche. Situazione opposta invece per Renault-Nissan-Mitsubishi, direttamente coinvolta dal fatto di annoverare tra i membri la Casa russa Avtovaz. Ma è un altro il dato che preoccupa: la Russia vanta 34 impianti di produzione per auto, camion, furgoni, autobus e motori, che lavorano principalmente per il mercato interno per un totale di 1,4 milioni di veicoli, ma che hanno un valore delle importazioni elevatissimo: 20 miliardi di dollari. Quindi, in caso di sanzioni dall'estero, la catena di approvvigionamento subirà un forte arresto.

Lo spauracchio del mercato auto europeo

Qual è la conseguenza di questo scenario? A spiegarlo in maniera chiara è stato Stefan Bratzel, Direttore del CAM: "A causa delle complesse reti a valore aggiunto nell'industria automobilistica, i fornitori delle fasi di produzione a monte potrebbero risentirne, generando una turbativa che potrebbe portare a colli di bottiglia nella fornitura di parti agli stabilimenti europei. Con la conseguenza che nei prossimi anni, anche a causa della crescita dei prezzi dell'energia e del petrolio, i costi di produzione e di utilizzo dell'auto aumenteranno". In sintesi, lo spauracchio degli automobilisti europei è quello di un aumento non solo del carburante, ma anche dei costi dell'auto stessa, nonché della sua gestione.

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