Stop ai motori termici, la Germania cambia idea sul 2035

Stop ai motori termici, la Germania cambia idea sul 2035

Il ministro dell'Ambiente ha dato completo supporto al piano Fit for 55 della Commissione europea, compresa la messa al bando delle auto nuove non a zero emissioni

17 marzo

Cambio di rotta, a meno di un mese di distanza dalle posizioni espresse dal ministro dei Trasporti tedesco, Volker Wissing. A Berlino si va nella direzione sostenuta dall'Europa, il piano Fit for 55 e l'intenzione di mettere al bando i motori termici a partire dal 2035.

Sono le parole del ministro per l'Ambiente, Steffi Lemke, a essere di tono diverso rispetto alla posizione del collega di governo, ministro ai Trasporti, sull'opportunità di un'eccezione alle auto nuove alimentate da e-fuels, dalla messa al bando immaginata al 2035.

Fit for 55 pieno supporto dalla Germania

"Il nuovo governo tedesco supporta la bozza della Commissione e supporta appieno la fine del motore a combustione interna in Europa dal 2035", le parole della Lemke a Politico.

Posizione ribadita nell'incontro odierno con i colleghi europei dei dicasteri sull'Ambiente, in un quadro che - secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg - vedrebbe Olanda e Belgio su posizioni ancor più aggressive con la richiesta di uno stop anticipato al 2030 della vendita di auto nuove con un motore termico.

Il contesto: caro carburanti e dipendenza energetica

Vale ricostruire lo scenario entro il quale queste posizioni si evolvono. L'attualità della crisi energetica, avviata sull'onda della guerra in Ucraina, ha un peso notevolissimo. Petrolio e gas, commodities dalle quali provare a rendersi indipendenti per approvvigionamento e sviluppo di fonti alternative. 

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L'ultima posizione manifestata dal governo tedesco mediante il suo ministro per l'Ambiente - espressione dei Verdi nella coalizione - supera quella che fu una clausola inserita in occasione della formazione dell'esecutivo Scholtz: riconoscere agli e-fuels un ruolo nella futura transizione energetica.

Solo elettrico, tutti i limiti da risolvere

Ricordiamo come a 2030 la Commissione abbia prospettato un taglio delle emissioni di Co2 dai veicoli nuovi che sia pari al 55%, da lì si andrà verso il 2035 di sole auto a zero emissioni, nuove.

Un'ambizione altissima che si scontra con innumerevoli problematiche di non semplicissima soluzione: infrastrutturali di ricarica - sottolineate da Acea, nell'insufficiente prospettiva di nuovi punti da realizzare -; sociali per riconversione delle specializzazioni dei lavoratori dell'industria dell'auto; tecnologiche per approvvigionamento dei pacchi batterie, oggi mercato saldamente in mano cinese.

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