Le auto italiane sono sempre più vecchie: l'età media è impressionante

Le auto italiane sono sempre più vecchie: l'età media è impressionante

Ecco i dati pubblicati da UNRAE: nel nostro Paese circolano 38,8 milioni di vetture, di cui il 26% è al massimo Euro 4. Benzina, Diesel, elettriche e ibride: le differenze sono nette

di Redazione

25 marzo

Le auto, in Italia, sono sempre più vecchie, con un'età media di 12 anni. È quanto emerge dal Book 2021 pubblicato da UNRAE. Nel nostro Paese, al 2021, circolano 38,8 milioni di vetture: nel 2009 l'età media era di 7 anni, dopo dodici anni la cifra è salita vertiginosamente. Con effetti anche sull'inquinamento: perché il 26% delle auto italiane è al massimo Euro 4.

In Italia auto vecchie di 12 anni: le cause

Fra le ragioni dell'aumento della vecchiaia del nostro parco auto, le crisi economiche del 2008, quella del 2012-2013 e infine quella legata alla pandemia, partita nel 2020, e che ancora oggi si protrae a causa della guerra Russia-Ucraina e il relativo aumento dei prezzi del carburante. Senza dimenticare la crisi dei semiconduttori, che ha generato tempi di attesa lunghissimi per ricevere un'auto nuova. "Con questo tasso di rinnovo servirebbero 26 anni per sostituirlo tutto - ha dichiarato Andrea Cardinali, direttore generale UNRAE -, pertanto sono necessari interventi mirati per accelerare il processo di decarbonizzazione dello stesso e supportare la transizione ecologica".

Benzina, Diesel, elettrificate: differenze nette

Dal Book di UNRAE si evince inoltre che, nonostante le immatricolazioni delle auto alimentate a benzina e a Diesel siano in calo, queste rappresentano almeno il 90% del parco auto circolante in Italia (oltre 34,5 milioni di unità). Come accennato, purtroppo, il 26% di esse è ante Euro 4, con un'età superiore ai 15 anni. Sono in rialzo i numeri delle auto elettriche e ibride plug-in: nel 2021 sono stati venduti 136.311 esemplari (9,4% del totale). Cifre ottimistiche, ma ancora basse se confrontate con i grandi mercati europei: in Germania le EV detengono una quota di mercato del 26%, nel Regno Unito 18,6%, in Francia 18,3%. La motivazione? Più semplice del previsto: sono Paesi, oggi, più ricchi di noi.

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