Mercato auto Europa, ad agosto + 20,7% e bene le elettriche

Mercato auto Europa, ad agosto + 20,7% e bene le elettriche

Le immatricolazioni in Ue, Paesi Efta e Regno Unito fanno registrare 904.509 unità, con le vetture a batteria che raggiungono la quota del 21,7%

di Redazione

20 settembre

Acea ha diffuso i dati delle immatricolazioni auto in Ue, Paesi Efta e Regno Unito e i risultati sono piuttosto positivi. Nel mese di agosto 2023 sono state vendute 904.509 auto, il 20,7% in più dello stesso mese del 2022. Facendo invece il calcolo da inizio anno, in questi otto mesi le immatricolazioni raggiungono quota 8.516.943 auto, sempre in crescita sull'analogo periodo del 2022, questa volta del 17,9% (anche se siamo ancora lontano dai 10.520.238 mezzi immatricolati nello stesso periodo del 2019, l'ultimo prima della pandemia)

I mercati

Dando un’occhiata ai singoli mercati, c’è da segnalare il +37,3% della Germania fatto registrare ad agosto 2023. Ma in generale, tutti i principali mercati europei sono accomunati da una crescita in doppia cifra: Francia +24,3%, Regno Unito +24,4%, Italia 11,9%. E infine la Spagna, un po’ sotto, con +7,8%. Segno meno invece per Norvegia e Ungheria, entrambe con un ribasso del 10,4%.

Il gruppo Stellantis ha venduto 145.392 auto nel mese di agosto in Ue, Paesi Efta e Regno Unito, il 6,3% in più dello stesso mese del 2022. La quota di mercato scende dal 18,2% al 16,1%.

Le auto elettriche

A colpire, in particolare, sono i numeri delle auto elettriche (anche in virtù del botta e risposta tra Ue e Cina riguardo i sussidi statali cinesi sulle vetture a batteria). Ad agosto 2023, le immatricolazioni sono state 165.165, facendo registrare il +118,1% e con una quota del 21% (terzo posto). Una crescita che va misurata in base a una domanda sostenuta da incentivi generosi (molti dei quali in scadenza proprio ad agosto), e che interessa tutti i 31 mercati dell'Europa Occidentale con la sola eccezione di Malta con la quota che scende dal 14,9% al 14,2%. Le quote più elevata sono quelle della Norvegia (83%), Islanda (39,9%) e Svezia (37,8%). "La domanda dei privati è fortemente ostacolata da due fattori. Il primo è costituito da incertezze sul tipo di alimentazione per la nuova auto da acquistare legate alla transizione energetica, il secondo è la forte crescita dei prezzi delle auto e l'aumento del costo del denaro che ha determinato significativi incrementi anche del costo del finanziamento per l'acquisto di auto”, commenta Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.

La sveglia (tardiva) dell’UE Contro le elettriche cinesi

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