Auto Speed Date: l'UE frena sull'Euro 7 verso nuovi equilibri

In Europa passa la linea "morbida" voluta dalla Case automobilistiche e da otto Paesi, tra cui l'Italia: il punto del Direttore di Auto

di Andrea Brambilla

26 settembre

Che ci sia in atto un cambiamento di rotta a livello europeo per il settore automotive è sempre più evidente al punto che anche l’Euro 7 è stato ridimensionato in modo drastico. La decisone è avvenuta dopo che le Case automobilistiche e otto Paesi, tra cui Francia e Italia, hanno affermato che le norme ipotizzate dell’Euro 7 sui motori rischiavano di dirottare su questa nuova normativa gli investimenti che stanno facendo sui veicoli elettrici. I Paesi dell’UE hanno concordato di non modificare le attuali condizioni di verifica dei propulsori Euro 6 e i limiti di emissione per auto e furgoni, anche se saranno inferiori per autobus e veicoli pesanti.

Euro 7 sì, ma senza gravare sui Costruttori

L’Euro 7, che dovrebbe entrare in vigore nel 2025, riguarderà principalmente i nuovi limiti di emissioni di particelle per freni e pneumatici, fissa inoltre i requisiti minimi della durata della batteria nelle auto elettriche ed impone norme più severe per la durata del veicolo. La Spagna, che detiene la presidenza di turno dell'Unione Europea, sta lavorando a un testo di compromesso che dovrà essere definitivamente approvato dal Consiglio dell'Unione Europea e dal gruppo dei ministri dell'UE. Il Consiglio, il Parlamento Europeo e la Commissione Europea dovranno quindi ora negoziare un accordo definitivo sulle nuove norme.

Tra le mosse di Bruxelles la Germania intanto ha ottenuto l’approvazione degli eFuel i cui mezzi non saranno soggetti alle norme sulle emissioni delle flotte. Le considerazioni da fare sono molto semplici, l’automotive sta riprendendo il suo corretto ruolo di industria importante all’interno dei nuovi equilibri del Parlamento Europeo. E le Case auto hanno fatto capire a burocrati dalle ideologie intransigenti che la neutralità, che si deve raggiungere, si può ottenere con senza che gravi sulle spalle degli automobilisti. Le vetture Euro 7, secondo le norme che aveva ipotizzato la UE prima di questo passo indietro, avrebbero avuto un aumento per l’utente di circa 2 o 3mila euro.

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